È la partita della vita, non solo per noi, forse soprattutto per loro. Sarà perché nei Mondiali di Brasile 2014 avevano riposto grandi aspettative, nel ricordo del miracolo del Maracanazo. O semplicemente perché – come ha spiegato Cesare Prandelli – “loro hanno un senso patriottico che noi non abbiamo”. Ma anche in Uruguay non si parla d’altro che della sfida di stasera. “È oggi”, “Vincere!”, “Ci giochiamo la vita”, titolano i principali quotidiani, da La Diaria a El Pais.

La Celeste è la squadra di tutto un Paese. Senza divisioni e fazioni, polemiche o critiche. “Stiamo vicini, Uruguay e nient’altro”, ha scritto il capitano Diego Lugano in una lettera aperta al suo popolo, che ha già fatto il giro di tutti i media, anche internazionali. La vittoria contro l’Inghilterra ha restituito entusiasmo e certezze all’ambiente, dopo lo shock della sconfitta al debutto contro il Costa Rica. Senza Lugano, ancora infortunato, Oscar Tabarez sembra orientato a riproporre la stessa formazione che ha vinto la prima delle due partite senza ritorno, cinque giorni fa: il ct non si è sbilanciato in conferenza stampa (per scaramanzia e per “non dare vantaggi agli avversari”), ma sia Repùblica.com che Ovación Digital danno per certo l’impiego di Gimenez al centro della difesa al fianco di Godin (a cui sarà affidata la fascia di capitano), Caceres e Alvaro Pereira terzini; Alvaro Gonzalez, Arevalo Rios e Lodeiro a centrocampo, e davanti Cristian Rodriguez a supporto della coppia delle meraviglie formata da Edinson Cavani e Luis Suarez. Tutto, ovviamente, ruoterà ancora attorno al centravanti del Liverpool. È tornato in campo contro l’Inghilterra a meno di un mese di distanza dall’operazione al menisco, ha eliminato con una doppietta la nazione del campionato in cui gioca, e che non è mai stata troppo tenera nei suoi confronti. “Per tutti quelli che mi criticano”, è stata la sua dedica ai giornali britannici il giorno dopo la partita. Adesso ha nel mirino l’Italia: “Sono una nazionale forte ma hanno dei difetti: in difesa sono carenti, i nostri che hanno giocato o giocano in Italia sanno dove far danno”, ha spiegato in conferenza stampa.

Anche in Uruguay, dunque, non sono passati inosservati i limiti della retroguardia azzurra. Prandelli ha scelto come “cura” il ritorno alla difesa a tre e al blocco dell’ItalJuve. E le scelte del nostro ct fanno discutere in Sudamerica. “Non ci accontenteremo, giocheremo per vincere”, ha assicurato Andrea Pirlo. I media uruguagi riportano le parole del regista azzurro, ma ci credono poco: si aspettano una squadra coperta e attendista, come nella più radicata delle tradizioni azzurre. “L’Italia ritorna al catenaccio”, titola con tono quasi sprezzante il periodico 180.com. Un problema per loro, squadra che preferisce difendere basso e ripartire in contropiede. Oggi, però, possono solo vincere e dovranno fare la partita. Ci credono. All’Italia di Prandelli servirà almeno un pareggio per spegnere l’entusiasmo celeste.

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