La prima a crederci è stata Anita, 7 anni. “La mamma vince”. Gli altri sottoposti a scaramanzie non si esprimevano, eppure il produttore Carlo Cresto-Dina (titolare della Tempesta Film che ha prodotto il film con Rai Cinema) s’illumina di sincerità quando confessa, “sarei falso e ipocrita se non dicessi che Le Meraviglie è un film importante, di rilievo. Quando ci hanno chiamato i selezionatori di Cannes, ce l’avevano fatto capire. Uno addirittura – uomo, di cui non posso dire il nome – ci disse che Alice è ‘unica, inimitabile, originale’ ”.

Insomma Alice Rohrwacher ha conquistato tutti, persino un “duro” come Nicolas Winding Refn che ha confessato le proprie lacrime di commozione davanti al film. Per la protagonista, che si è espressa in francese alla conferenza stampa dedicatele post vittoria, l’esordio è un semplice “Je suis trés content”. “Ero già andata a casa, sono tornata qui piena di emozioni. Una sorpresa meravigliosa”. Un film produttivamente faticoso perché la società Tempesta chiaramente non è una major. Dice Cresto-Dina “Siamo piccoli: 8 settimane di riprese, un budget da 2,6 milioni di euro sono sforzi non trascurabili per noi.” Per lui, che in scuderia ha anche un altro grande talento come Leonardo Di Costanzo, il mestiere del produttore è creativo e profondamente umano. “Serve complementarietà con i nostri autori, creare insieme, fare famiglia”.

Quanto ad Alice, colta in un sorriso radioso dopo la vittoria, il suo refrain è quello di rassicurare tutti che “Le Meraviglie è stato pensato come un film essenzialmente per noi che l’abbiamo voluto e fatto, non come un film che funzionasse. Ci interessava rispetto al presente perché contene domande forti”. Interrogata sull’impegno politico che un artista deve o meno avere, la Rohrwacher non ha avuto esitazioni: “Un artista non parla di politica, la fa. E fare cinema è una meravigliosa opportunità per offrire esperienza e meno teoria al nostro Paese”.

 

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