Centomila persone in corteo stanno sfilando per le strade di Latina nella “XIX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, organizzata dall’associazione Libera. La stima è stata fatta dagli organizzatori e forze dell’ordine. “Siamo venuti qui per affetto, stima e riconoscenza per questo territorio, qui ci sono belle persone e belle risorse. Siamo venuti per cercare verità per don Cesare Boschin e tanti altri e per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l’Agro Pontino”. Queste le prime parole di don Ciotti, che alla testa del lungo corteo partito da via Isonzo, ha voluto sottolineare di aver “trovato migliaia di ragazzi, qui c’è un’Italia intera che si è data appuntamento”, ricordando le parole di ieri di Francesco: “Il papa è stato chiaro, ‘piangete e convertitevi, in ginocchio chiedo di cambiare vita’”.

“Le nostre antenne di cittadini ed associazioni ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nel settore dell’economia e della finanza. Se fosse solo un problema di criminalità basterebbero le forze dell’ordine ma è anche un problema di case, di povertà e di politiche sociali”. Sul caso rifiuti e sulle dichiarazioni del pentito Schiavone, don Ciotti ha ricordato che “si sapeva da vent’anni, mi sono stupito di chi si è stupito. Boschin vedeva tutto questo dalla sua finestra e della sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c’è strage in Italia di cui si conosca la verità”.

Presente alla manifestazione anche il presidente del Senato Pietro Grasso: “Essere qui ha un significato ben preciso, per noi è un segnale importante – ha detto –  il Parlamento ha in esame diverse iniziative come quella sul voto di scambio che dovrà passare in Senato – ha aggiunto – ci sono poi iniziative governative perché la lotta alla criminalità è una priorità per il Governo”. Grasso ha poi ricordato quanti sono morti a causa della mafia e ha ribadito l’impegno del Parlamento e del Governo per dare risposte ai familiari. “Ci sono ancora familiari delle vittime delle mafie – ha detto – che aspettano i risarcimenti”.

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