Terremoto di magnitudo 7.4 in Colombia, crolli in molte città: “Oltre 110 morti”. “Bambini sotto le macerie dell’ospedale di Cali”
Un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia ed è stata avvertita anche in altre aree dell’America Latina, da Panama all’Ecuador. La scossa, con epicentro a San José del Palmar nel dipartimento di Choco, a circa 400 km a ovest della capitale Bogotà, è stata registrata alle 7.34 ora locale, ha avuto una profondità di 96 chilometri ed è durata circa quattro minuti. Ancora non è chiaro il numero delle vittime – nel suo primo messaggio pubblico al termine della riunione del Comando Unificato dell’emergenza il presidente Abelardo de la Espriella ha parlato di 111 morti e 87 feriti ma la situazione è in evoluzione -, né l’entità precisa dei danni. Da quanto si apprende, le situazioni più drammatiche si registrano a Manizales, Pereira e Cali, dove sono crollati “almeno 20 palazzi”, tra cui un ospedale universitario sotto le cui macerie si trovano anche diversi minori. Al momento, comunica la Farnesina, non risultato italiani coinvolti.
Intanto, il governo ha dichiarato lo stato di calamità, per far fronte all’emergenza. Sono stati sospesi i voli in sei aeroporti: Pereira, Manizales – dov’è crollata una torre della cattedrale -, Quibdo, Armenia, Cartago e Buenaventura. L’Autorità marittima colombiana (Dimar) ha escluso qualsiasi minaccia di tsunami per la costa pacifica colombiana. La scossa segue due terremoti consecutivi di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela alla fine di giugno, in cui oltre 5mila persone sono morte e centinaia di edifici sono stati distrutti.
La stima Usa: “Fino a mille vittime”
Potrebbero esserci fino a 1.000 vittime, secondo la prima stima automatica del sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti, che ha emesso un’allerta arancione, indicando la possibilità di danni significativi e vittime tali da richiedere una risposta regionale. Il sistema stima con una probabilità del 35% un bilancio tra 100 e 1.000 morti e del 20% tra 1.000 e 10.000. Le perdite economiche sono invece valutate tra 100 milioni e un miliardo di dollari. Si tratta di stime preliminari, destinate a cambiare con l’arrivo dei dati dal territorio. Precedenti terremoti nella regione, tra cui quelli del 1983, del 1994 e del 1999 provocarono centinaia o migliaia di vittime.
A Cali “crollati almeno 20 palazzi”
La forte scossa ha costretto la popolazione a evacuare abitazioni ed edifici: come dichiarato dalla governatrice di Choco Nubia Carolina Cordoba, “sebbene l’epicentro sia stato San José del Palmar, si registrano feriti e gravi danni agli edifici anche nella capitale Quibdó”. E ha aggiunto: “Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche“. Le autorità stanno effettuando verifiche per accertare l’entità dei danni e il numero delle persone coinvolte, anche se le comunicazioni sono difficoltose da e per le località più colpite, come Manizales e Cali. E proprio il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha informato che secondo le prime stime ci sono almeno 20 edifici crollati in città con alcune persone intrappolate.
L’appello di un medico: “Aiutateci a estrarli dalla macerie”
“Tutte le persone che possano venire ad aiutare che vengano alla clinica Valle Salud. Ho molti pazienti intrappolati in terapia intensiva, abbiamo bisogno di estrarli, l’ospedale è crollato”.
Questo il disperato appello pubblicato sui social dal chirurgo Juan Gallego pochi minuti dopo il terremoto. Le immagini danno conto degli ingenti danni alla struttura ospedaliera, una delle più note cliniche private del centro di Cali. Il crollo, secondo riferisce il medico ha interessato il terzo, quarto e quinto piano dell’edificio.
Coprifuoco a Pereira: è la città più colpita
Le autorità della città di Pereira, dove si registrano decine di morti, hanno decretato il coprifuoco per fare fronte all’emergenza. Il capoluogo del distretto di Risaralda, con 500mila abitanti, risulta il più colpito dall’impatto del sisma. Oltre al coprifuoco, le autorità cittadine hanno decretato anche lo stato di calamità pubblica e di manifesta urgenza.
Edifici danneggiati, strutture crollate e calcinacci sulle strade
Le immagini diffuse dai media locali mostrano edifici danneggiati, parti di strutture crollate e calcinacci sulle strade. Il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha riferito che al momento non si registrano danni gravi nella città, ma sono state segnalate crepe negli edifici. Nel frattempo, i vigili del fuoco e l’Idiger (Istituto distrettuale per la gestione del rischio di catastrofi e i cambiamenti climatici) stanno ispezionando tutti i quartieri coinvolti. Per agevolare le ispezioni, la metropolitana di Medellín ha chiuso le linee A e B e i diversi Metrocable. “Ho diretto personalmente la gestione dell’emergenza a San José del Palmar. Ho disposto l’istituzione di un Centro di Comando Unificato per coordinare l’assistenza alle persone colpite”, ha scritto su X il presidente della Colombia Abelardo De la Espriella. “Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo”, ha aggiunto.
Allerta anche per l’attivazione del vulcano Puracé
È stato emessa un’allerta anche per l’improvvisa attivazione del vulcano Puracé, nel dipartimento del Cauca, in concomitanza con il sisma. Il vulcano, uno dei più attivi del Paese, era già in allerta arancione dalla fine del mese scorso a causa del rischio di eruzione, e in concomitanza con il terremoto ha iniziato l’espulsione di cenere e gas. Secondo quanto riferisce il Servizio Geologico Colombiano, il Puracé, che fa parte della catena vulcanica di Los Coconucos, continua a mostrare un aumento dell’energia sismica e della temperatura delle sue emissioni di cenere e gas, tra cui anidride solforosa e anidride carbonica.”Vi informiamo che le operazioni aeree presso l’aeroporto di Popayán sono temporaneamente sospese a causa della presenza di ceneri provenienti dal vulcano Puracé, come segnalato dal Servizio Geologico Colombiano”, ha dichiarato Aerocivil in un comunicato stampa.
Gravi danni al santuario di Manizales
Il terremoto ha fortemente danneggiato anche il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales. “Ci sono stati molti danni, molte strutture ed edifici ecclesiali sono rimasti danneggiati”, racconta padre Adalberto Lopez. “Qui, nel santuario della Consolata, viviamo in undici missionari e stiamo tutti bene. Ma il santuario e la casa sono rimasti molto danneggiati. La popolazione è molto spaventata“, aggiunge il sacerdote. Il missionario descrive gli istanti del sisma: “Il terremoto è accaduto nelle ore in cui la gente stava andando al lavoro. Tutte le aziende stavano iniziando la giornata lavorativa, gli studenti stavano entrando a scuola e molte persone si stavano spostando per raggiungere il posto di lavoro. Questo ha provocato una grande congestione in città. Molti edifici sono rimasti gravemente danneggiati. Dovremo chiudere il santuario e aspettare un’autorizzazione speciale da parte del governo per riaprirlo, dopo una verifica della struttura per valutare le sue condizioni”.
Solidarietà da tutto il mondo
L’Italia, insieme ad altri Paesi del mondo, invia messaggi di solidarietà alla Colombia e si dice pronta a contribuire alle operazioni di soccorso. “In queste ore difficili, siamo vicini al popolo colombiano, alle famiglie colpite e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha assicurato che il nostro Paese è pronto, se richiesto, “a dare il proprio contributo alle difficili operazioni di soccorso“. Disponibilità a intervenire è arrivata anche dall’Unione europea, attraverso le parole della commissaria per la Gestione delle crisi Hadja Lahbib e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Messaggi di vicinanza e offerte di aiuto sono giunti inoltre da diversi Paesi dell’America Latina. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che il Brasile è “a disposizione per fornire il sostegno necessario“, mentre il cileno José Antonio Kast ha offerto l’aiuto di Santiago. Anche la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha assicurato “tutto il supporto necessario”, così come il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. “Ci rammarichiamo per le morti, i feriti e i danni provocati dal terremoto. Inviamo le nostre più sentite condoglianze al popolo colombiano in questo triste momento”, è invece il messaggio del presidente di Cuba, Miguel Díaz–Canel, nonostante la rottura delle relazioni diplomatiche annunciata dal leader ultra-conservatore colombiano Abelardo de la Espriella prima del suo insediamento.