Benzina, dalla truffa delle pistole erogatrici di Bolzano alle stazioni di servizio abusive di Napoli e Foggia: le frodi scoperte dalla Finanza
Carburante adulterato, contrabbando e frodi. Nel corso del 2026 sono stati tantissimi i controlli della Guardia di finanza e tantissimi reati scoperti in un settore che continua a essere esposto anche a causa delle inarrestabili tensioni geopolitiche. Sono diverse le forme di frode scoperte, che vanno dall’evasione fiscale alla commercializzazione di prodotti non conformi, fino alle irregolarità nelle operazioni di vendita e alla sottrazione di carburante nei depositi. Da Bolzano a Foggia, da Savona ad Agrigento, passando per Roma, Napoli e altre città sono stati individuati sistemi differenti, accomunati dall’obiettivo di ottenere un vantaggio economico attraverso l’elusione degli obblighi fiscali, l’utilizzo improprio di agevolazioni o la vendita di prodotti al di fuori dei canali regolari.
Carburanti alterati: non solo una frode fiscale
I controlli hanno riguardato anche la composizione dei carburanti. Ad Agrigento è stato individuato gasolio miscelato con solventi, benzine o oli vegetali esausti. Le analisi hanno evidenziato un punto di infiammabilità molto inferiore ai limiti di legge. La modifica della composizione del carburante può produrre due conseguenze: da un lato un prodotto non conforme, dall’altro un aumento dei rischi legati alla sua conservazione e movimentazione. A Taranto è stato scoperto carburante “avio”, destinato agli aeromobili, miscelato con gasolio. La pratica aumenta il rischio di incendio e può provocare danni ai motori.
A Roma, le analisi effettuate su carburante presente presso distributori stradali hanno confermato la presenza di gasolio con un punto di infiammabilità inferiore ai 55°C. Anche in questo caso è stato rilevato un rischio di scoppio durante le operazioni di movimentazione. Si tratta di controlli che richiedono analisi tecniche del prodotto e che consentono di individuare irregolarità difficilmente rilevabili attraverso la sola verifica documentale.
Pompe irregolari e prezzi non comunicati
Un’altra parte dei controlli ha interessato direttamente le apparecchiature utilizzate nei distributori. A Bolzano sono state sequestrate pistole erogatrici che fornivano una quantità di carburante inferiore rispetto a quella visualizzata sul display. In altri casi, le apparecchiature erano prive dei bollini verdi che attestano la verifica periodica della Camera di Commercio. La verifica della quantità effettivamente erogata rappresenta uno degli aspetti essenziali dei controlli sulle stazioni di servizio: il dato indicato dal distributore deve corrispondere alla quantità di carburante realmente fornita.
Sono state inoltre riscontrate numerose irregolarità relative alla comunicazione dei prezzi. In particolare, sono emersi casi di mancata comunicazione delle tariffe al portale ministeriale “Osservaprezzi carburanti” e casi di mancata esposizione dei cartelli dei prezzi in posizione visibile dalla carreggiata. Gli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi assumono un peso maggiore in una fase di aumento delle quotazioni, perché consentono agli automobilisti di confrontare le tariffe praticate dai diversi distributori. In particolare, i militari del Gruppo Pisa hanno individuato irregolarità nei confronti di due distributori stradali per l’omessa comunicazione dei prezzi praticati per ogni tipologia di prodotto energetico. Diciotto le irregolarità in provincia di Frosinone.
Il carburante sottratto durante il carico
A Savona i controlli hanno portato alla scoperta di un sistema di sottrazione del carburante direttamente nei depositi fiscali. A utilizzare il sistema erano autotrasportatori autorizzati che, durante le operazioni di carico, recuperavano il prodotto rimasto nelle manichette attraverso specifiche tecniche meccaniche. In altri casi venivano interconnesse le baie di carico mediante rubinetti abusivi. Il carburante sottratto veniva poi rivenduto a prezzi particolarmente bassi. Anche questa modalità determina una distorsione del mercato: il prodotto viene sottratto durante una fase regolare della distribuzione e successivamente reimmesso attraverso canali non autorizzati, con la possibilità di praticare prezzi inferiori rispetto agli operatori che sostengono integralmente i costi fiscali e commerciali.
Il gasolio agricolo utilizzato fuori dalle regole
Una delle principali fenomenologie riscontrate riguarda l’utilizzo indebito del gasolio agricolo agevolato. Il prodotto beneficia di un’accisa ridotta e di un’I.V.A. agevolata al 10%. L’agevolazione è destinata agli operatori che utilizzano il carburante nell’ambito delle attività previste dalla normativa. Il differenziale fiscale rispetto ai carburanti ordinari costituisce però un incentivo per chi tenta di acquistarlo e utilizzarlo senza averne diritto.
In provincia di Rieti è stato individuato un soggetto con partita IVA cessata dal 2020 che aveva continuato ad acquistare oltre 2.000 chilogrammi di carburante agevolato, destinandolo all’uso personale e ai propri trattori. A Foggia è stato invece scoperto un distributore abusivo che vendeva gasolio agricolo a soggetti non autorizzati al prezzo di 1,50 euro al litro. Un sistema più articolato è stato individuato nel Salento, dove è stata scoperta un’associazione a delinquere che aveva costituito imprese agricole fittizie per ottenere gasolio agevolato. Le imprese presentavano documentazione falsa agli uffici U.M.A., ottenendo libretti fiscali e ingenti quantitativi di carburante. Il gasolio veniva successivamente rivenduto per autotrazione o per il riscaldamento. In questi casi, il vantaggio economico deriva dalla differenza tra il regime fiscale agevolato e quello applicabile al prodotto destinato agli utilizzi ordinari.
Il carburante importato sotto falsa identità
Un’altra area di intervento riguarda il contrabbando di prodotti energetici. A Udine e Verona sono stati intercettati vagoni ferroviari e automezzi provenienti dall’Est Europa che, secondo la documentazione, trasportavano olio lubrificante. Le analisi tecniche hanno invece stabilito che il prodotto era “Designer Fuel”, cioè gasolio o benzina idonei all’autotrazione e pronti per essere commercializzati illegalmente.
La classificazione del prodotto attraverso documentazione non corrispondente al contenuto rappresenta uno dei sistemi utilizzati per sottrarre i prodotti energetici agli obblighi fiscali e ai controlli previsti per la loro effettiva destinazione. A Napoli sono stati sequestrati 80.000 litri di gasolio di contrabbando. Il prodotto veniva movimentato utilizzando documenti di trasporto falsi oppure documentazione relativa a benzina regolarmente acquistata, utilizzata come copertura. Nella stessa area sono stati inoltre individuati altri 5.000 litri di carburante all’interno di un garage trasformato in una stazione di rifornimento abusiva.