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Meloni e la premier (socialdemocratica) danese: “No immigrazione incontrollata, servono centri di rimpatrio in Paesi terzi”

Il messaggio congiunto con Mette Frederiksen: "Abbiamo posizioni politiche diverse, ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa"
Meloni e la premier (socialdemocratica) danese: “No immigrazione incontrollata, servono centri di rimpatrio in Paesi terzi”
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“Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa. Nessuno può negare che l’immigrazione illegale abbia un impatto negativo sulle nostre società: tassi di criminalità crescenti, pressione sempre maggiore sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittafini”. E per questo serve “realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi“. Lo affermano insieme in un post su Instagram la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier socialdemocatica danese Mette Frederiksen, in un messaggio congiunto “sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere”, come scrive Meloni su Facebook. La arriva nel pieno della crisi diplomatica tra Italia e Spagna innescata dalle migrazioni di massa verso Ceuta, exclave spagnola in Marocco, che ha portato Roma e Madrid a sospendere reciprocamente la libera circolazione alle frontiere.

“Siamo consapevoli”, esordiscono Meloni e Frederiksen, “che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione. Proveniamo da posizioni politiche molto diverse e certamente non siamo d’accordo su tutto. Siamo le uniche due donne a capo di un governo nell’Ue. Una di noi guida un grande Paese del Sud; l’altra, un piccolo Paese del Nord. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa“, scrivono. “È particolarmente grave quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali. Comprensibilmente, i cittadini europei si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici. Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un’immigrazione incontrollata. È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità”.

“Insieme”, rivendicano i due capi di governo, “siamo riuscite a modificare gli equilibri nell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri che commettono reati gravi. Di conseguenza, ora dovrebbero aumentare le espulsioni. E ora cosa possiamo fare di più? Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno. Ma questo non basta: il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre nazioni e in tutta Europa. Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo. Riteniamo”, concludono, “che questa sia la strada giusta per proteggere l’Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione.”
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