Mentre Matteo Renzi si prepara a presentare la sua squadra, la finanza americana rafforza la presa sull’Italia. Il 13 febbraio scorso, giorno in cui si consumava la fine del governo Letta, il fondo statunitense Blackrock ha acquistato il 5% di Intesa Sanpaolo diventandone il secondo azionista subito dietro la torinese Compagnia Sanpaolo (9,71%). E superando soci storici come la Fondazione Cariplo (4,9%) o la Fondazione Cassa di Riparmio Padova e Rovigo (4,51%).

La partecipazione, agli attuali livelli di mercato, vale circa 1 miliardo e settecento milioni. Un piccolo investimento per il fondo Usa che ha un patrimonio in gestione da 4mila miliardi, pari al doppio dell’intero debito pubblico italiano. Ma di sicuro molto ingombrante negli equilibri azionari dell’istituito guidato da Carlo Messina e presieduto da Giovanni Bazoli. E questo a prescindere da quanto riferito da alcune fonti non meglio identificate all’Ansa, e cioè che Blackrock non attribuisce una valenza strategica alla quota di Intesa appena acquistata. Si tratterebbe, invece, di un’operazione fatta all’interno della normale attività di gestione del fondo che ha deciso di puntare su Intesa. E questo nonostante il fatto che il titolo della prima banca italiana abbia già guadagnato il 60% nell’ultimo anno.

La partecipazione in Intesa è solo l’ultimo e più importante trofeo italiano del fondo Usa, che ha già scommesso su Ubi (4,9%), Prysmian (5%), Atlantia (5%)e  Azimut (5%). Ma, soprattutto, su Telecom Italia, dove si è inserita in coda ai soci della  holding Telco, nella quale è presente anche Intesa SanPaolo oltre a Telefonica, Mediobanca e le Assicurazioni Generali. Proprio l’investimento nel gruppo di telecomunicazioni, pari al 7,789% del capitale, ha fatto a lungo discutere ed è anche oggetto di un approfondimento da parte della Consob su almeno due punti.

Innanzitutto Blackrock è uno dei tre beneficiari stranieri, assieme al fondo statunitense Och Ziff e alla spagnola Telefonica, di un trattamento prioritario nella sottoscrizione del prestito convertendo da 1,3 miliardi emesso da Telecom fra l’8 e il 9 novembre scorso. Il trattamento privilegiato è stato messo in discussione dai consiglieri indipendenti di Telecom, Luigi Zingales e Lucia Calvosa, che hanno rilevato come l’accesso alle informazioni sull’operazione sia stato “discriminatorio fra i soci” in una situazione in cui “la domanda eccedeva tre volte l’offerta”, in modo che “nel riparto è stata favorita Telefonica”. E poi perché il fondo, secondo quanto sta tentando di accertare Consob, potrebbe aver avuto un comportamento favorevole a Telco nell’assemblea di dicembre in cui il socio Marco Fossati della Findim aveva chiesto la revoca dei vertici, espressione soprattutto della holding di controllo.

Gli intrecci italiani di Blackrock sono insomma assai complessi e controversi. E l’investimento in Intesa Sanpaolo non fa altro che confermare l’elevato interesse sul nostro Paese. Alimentato, con ogni probabilità, anche dall’arrivo del nuovo premier, Matteo Renzi, che pare gradito agli amici della American Chamber presieduta da Vittorio Terzi, ex senior della società di consulenza strategica McKinsey. Proprio come Yoram Gutgeld, il consigliere economico di Renzi.

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