Una petizione per chiedere allo Stato di costituirsi parte civile nel processo alla strage di Viareggio, di cui si è tenuta la prima udienza. Questa la petizione nata sul web, su iniziativa di un gruppo di cittadini, per sostenere l’invito rivolto dal sindaco di Viareggio Leonardo Betti al presidente del Consiglio, Enrico Letta. L’obiettivo è raggiungere 50mila firme da presentare al governo. “Lo Stato, nell’ennesima strage che ha colpito il nostro Paese, non deve ancora una volta essere vissuto dai familiari e dai parenti delle vittime come un nemico che si accontenta di sostanziosi risarcimenti: lo Stato deve essere accanto a loro, come sommessamente ha fatto l’Istituzione che guido da pochi mesi, per pretendere Giustizia”, ha scritto il primo cittadino al capo del governo. Per ora le firme sono alcune centinaia, ma sui social network l’invito a firmare la petizione si sta diffondendo rapidamente. 

Quella del governo è stata una decisione che ha scatenato critiche da più parti. “Avvilente”, l’ha definita la senatrice versiliese del Partito democratico, Manuela Granaiola. “Siamo esterrefatti”, dicono in una nota congiunta il presidente di Azione Civile, Antonio Ingroia, e la responsabile Giustizia del movimento, Tiziana Silvestri. “Uno stato serio dovrebbe sentirsi offeso per la morte di 32 cittadini e per il dolore dei loro familiari, invece l’arroganza dei poteri forti, legati a doppio filo con pezzi delle istituzioni, di fatto impedisce a queste di assumere posizioni in piena indipendenza”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Camorra 2.0: accade a Napoli, ma è un dettaglio

next
Articolo Successivo

Milano, nel fortino della droga. Tra violenza, paura e cani da combattimento

next