Toglie il tricolore dal municipio per protestare contro il lutto nazionale deciso dal Governo dopo la tragedia di Lampedusa. È successo nelle scorse ore a Gemonio, comune della provincia di Varese che ospita la dimora del presidente della Lega Nord Umberto Bossi. Autore del gesto Fabio Felli, il sindaco del paese, anche lui leghista.

Non solo il primo cittadino ha tolto le bandiere al posto di metterle a mezz’asta come era stato richiesto a tutti i comuni italiani, ma si è anche immortalato nel gesto appallottolare il tricolore, postando la foto sul proprio profilo facebook. Una foto accompagnata da un testo con cui Felli cerca di spiegare il gesto: “La presidenza del Consiglio ha disposto per oggi, 4 ottobre, l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in segno di lutto – ha scritto il sindaco leghista – Io a questo festival nazionale dell’ipocrisia non ci sto”, poi, forse per fare il verso al deputato Gianluca Pini, se la prende anche con il ministro più odiato dai leghisti: “Chi si deve vergognare, ma veramente vergognare, anzi sprofondare nella vergogna sono i nostri governanti, il ministro Kyenge, la presidenta (tutto al femminile così è contenta) Boldrini per il becero buonismo nel volere l’integrazione e l’accoglienza a tutti i costi”. E continua, rivolgendosi al ministro per l’Integrazione: “La terra è di tutti signor ministro Kyenge? E il mare? Forse solo di quei poveri disgraziati che ci annegano? E questo solo perché lei, supportata dal suo governo di inetti e ipocriti prendete l’aereo e andare in giro per il mondo (a spese nostre) a berciare: “venite, venite!”. Ci credete davvero a quello che dite? Benissimo! Allora andate a prenderli con un traghetto. Date ai comuni i soldi necessari a mantenere tutta questa povera gente! Invece fate tutto il contrario!”. Felli poi continua rimarcando concetti già espressi nelle ultime ore da altri teorici del Lega-pensiero: “Brutta razza di ipocriti. Tutti questi morti sono, soprattutto, sulle vostre coscienze! Nel caso ne aveste una! io non ci sto, caro Presidente del consiglio e cari ministri. Io le bandiere le tolgo!”.

Qualche ora più tardi, sulla pagina facebook del sindaco di Gemonio, compare un secondo post, questa volta indirizzato ad Angelino Alfano: “Angelino ma ci credi davvero a tutte quelle sciocchezze che dici? Ma davvero credi che noi si creda alle tue lacrime di coccodrillo? E hai preso apposta l’aereo per andare a Lampedusa a frignettare in modo così indegno? vergognati!”.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

M5S, Crimi e i prolassi (verbali). La toppa è peggio del buco

next
Articolo Successivo

Sondaggi elettorali, la crisi fa male al Pdl: crollo di 3 punti. Pd primo partito

next