“C’è abnegazione e sacrificio tra le persone che lavorano nella giustizia. Uno stile che mantengono pur con degli stipendi di merda, sì di merda”. Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, intervenendo alla presentazione del libro di Lionello Mancini “L’onere della Toga”. “Stipendi di merda – ha aggiunto – rispetto a quelli di noi magistrati che sono migliori di quelli degli appuntati dei carabinieri”. Colei che ha rappresentato la pubblica accusa nel processo Ruby ha poi aggiunto: “Non è una patologia della magistratura, ma ci sono dei Pubblici ministeri che hanno usato il loro lavoro per altro”. “Se io avessi avuto l’impressione – ha aggiunto – di discostarmi dalla retta via avrei avuto sicuramente la forza di tirarmi indietro”. Qualcuno ha letto in queste parole una sorta di messaggio lanciato a quei magistrati che hanno usato la toga per poi far strada in altre carriere come quella della politica. Uno che dalla sua attività di pm sicuramente ha guadagnato tanta “pubblicità” è Antonio Di Pietro (Idv) che stamattina ha voluto precisare: “Sono assolutamente sicuro che Ilda Boccassini non ce l’abbia con me, nel modo più assoluto”. Così l’ex Pubblico ministero di “mani pulite” che poi ha aggiunto: ”La Boccassini ce l’ha sicuramente con Antonio Ingroia”. Ma tornando alla Boccassini, la stessa ha poi ammesso che negli ultimi vent’anni c’e’ stato uno “scontro tra mass media, magistratura e politica”. Uno stato di “conflittualità talmente alta” che, a suo giudizio, ha impedito lo svolgimento di una “riflessione” onesta anche all’interno della sua categoria professionale. “E’ mancata – ha detto – un’autocritica che la categoria doveva fare e non ha fatto, dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”  di Fabio Abati

 

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