Comincio a pensare che il virus berlusconiano in Italia sia inestinguibile. Comunque vada la sentenza della Corte di Cassazione su Silvio Berlusconi, quello che è accaduto in queste settimane ha dell’incredibile, il segno che l’anomalia berlusconiana in questo paese è tutt’altro che estinta. In qualsiasi altro paese europeo o extraeuropeo l’urlo di dolore della signora Gelmini o della plasticosa Santanchè sarebbero considerate un delirio non degno di nota da noi sono la normalità.

Tutto ciò ci dice che questo paese non è messo benissimo. Cosa è accaduto? Un processo per evasione fiscale che sta scontando tutti i gradi di giudizio in modo regolare, senza l’ombra di un abuso di potere da parte dei magistrati, senza alcuna forzatura in sede processuale si è trasformato, anche grazie a una stampa codina che prende seriamente tutte le stronzate dei vari Brunetta e compagni, in un attentato alla democrazia per il solo fatto che Berlusconi viene processato, grazie a un complotto voluto da una misteriosa centrale politico-giudiziaria che avrebbe come obiettivo di far fuori politicamente il capo del Pdl. Naturalmente soltanto nel caso in cui Silvio Berlusconi venisse condannato. Perché se il nostro Caimano venisse assolto, allora sarebbe colpa di quei magistrati, Pm e giudici di primo e secondo grado che lo hanno perseguitato. Insomma, se Berlusconi viene condannato per evasione fiscale è colpa dei magistrati, se viene assolto è sempre colpa delle toghe politicizzate.

Il guaio è che questo capovolgimento della realtà è diventato senso comune in una parte dell’opinione pubblica e purtroppo anche in una parte della sinistra riformista, Pd compreso. in nome degli equilibri di governo il Pd è silente sull’argomento. E’ soltanto capace di dire che la sentenza non peserà sugli equilibri governativi. Se a destra viene da piangere a sinistra non c’è nulla da ridere.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sentenza Mediaset. Chi minaccia la Cassazione?

prev
Articolo Successivo

Monte dei Paschi di Siena, chiuse le indagini su Antonveneta e suicidio Rossi

next