Fine pena mai, ma la condanna pronunciata dai giudici per corruzione e abuso di potere di un ex potentissimo ministro è stata innanzitutto quella della pena di morte. E’ successo in Cina e il tribunale intermedio del popolo di Pechino ha inflitto una condanna esemplare all’ex-ministro delle Ferrovie Liu Zhijun. Il verdetto da pena capitale è stato “sospeso” e in Cina si tramuta di solito nella pena del carcere a vita. Una condanna durissima che però è considerata insufficiente dalla maggior parte dei cittadini che l’hanno commentata sui siti web parlando di debolezza dei magistrati. In Internet, dove spesso vengono denunciati i casi di corruzione che riguardano i funzionari di partito, viaggia la protesta anche se non mancano, sono una minoranza, coloro che ricordano i suoi meriti, cioè di essere stato il principale promotore del rinnovamento della rete ferroviaria cinese. Oggi in Cina i treni superveloci sono in servizio su tutte le principali linee, tra cui quella che collega Pechino e Shanghai.

Responsabile delle ferrovie per otto anni a partire dal 2003 il minsitro è stato indagato per corruzione nel 2011. Il primo risultato dell’inchiesta sono state le dimissioni e poco dopo c’è stato il tragico incidente ferroviario di Wenzhou (luglio del 2011) che provocò la morte di 40 persone tra cui una ragazza italiana. Liu era stato il promotore dell’alta velocità, le nuove indagini lo classificarono come “moralmente corrotto” e in qualche modo l’incidente – le cui cause non sono ancora ufficiali – imputato a lui. Vennero fuori tangenti, sgarbi e anche amanti nell’inchiesta in cui a un certo punto era emerso anche il nome del regista Zhang Yimou che aveva incassato l’equivalente di 250mila euro per uno spot propagandistico.

Liu, 60 anni, è stato ritenuto colpevole di corruzione e abuso di potere e il suo processo è stato considerato dall’opinione pubblica cinese un banco di prova per la lotta alla corruzione dichiarata dal presidente Xi Jinping. L’ex-ministro, arrestato e licenziato dalla sua posizione nel febbraio dell’anno scorso, secondo l’accusa avrebbe “provocato gravi danni all’interesse pubblico”, ricevendo mazzette per circa otto milioni di euro.

L’arresto aveva suscitato una grande attenzione, a causa dell’alto profilo di Liu, che avrebbe gestito le ferrovie come un suo feudo personale. Poco dopo, l’esplosione del caso di Bo Xilai, l’astro nascente del firmamento politico, caduto in disgrazia e sospettato, anche lui, di corruzione e abuso di potere, aveva messo relativamente in ombra la vicenda dell’ex-ministro delle Ferrovie. Ancora non è stata annunciata una data per il processo a Bo Xilai. Come Liu la moglie di Bo, Gu Kailai, ha ricevuto una condanna a morte sospesa, dopo essere stata giudicata colpevole dell’omicidio dell’imprenditore britannico Neil Heywood.

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