Sul palco della festa leghista di Brugherio (Monza) Umberto Bossi ha vestito nuovamente i panni della vittima sacrificale. Ha cercato il Senatùr di chetare gli animi dei fedelissimi, stemperando i toni dello scontro a distanza con Roberto Maroni e invitandoli alla calma e all’unità: “Maroni è il segretario e io sono il presidente, riconosco il voto del congresso, ma io la Lega non la lascerò mai perché ci credo”. Insomma, per Bossi la Lega deve continuare ad essere una ed unita, anche se il nuovo segretario non piace a tutti. E lo si è capito bene alla festa di Brugherio dove tutto parlava di Umberto Bossi e del suo mito, dai simboli (rigorosamente old-style) agli striscioni (tutti per il Capo). Non un riferimento a Maroni (tutt’al più evocato dalla platea come “Giuda” o “traditore”). Il discorso del Senatùr è stato seguito da un centinaio di militanti gaudenti e plaudenti, che hanno ascoltato l’ultima delle parabole bossiane, quella sulla misteriosa morte di Jörg Haider: “Ucciso perché sosteneva la Padania” da uno Stato mafioso, tanto che “pare che addirittura il Presidente della Repubblica sia sospettato” di Alessandro Madron

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Antonio Di Pietro: “Se fossi ancora pm accuserei Napolitano”

prev
Articolo Successivo

Schifani: “Elezioni anticipate? Per ora solo ipotesi giornalistiche”

next