Siamo al picco dello spread da gennaio, che si avvicina sempre più ai 500 punti. Il differenziale fra Btp decennali e Bund tedeschi apre la sua corsa a 486 punti, tocca i 490, e scende poi intorno ai 487 punti. Il rendimento è al 6,09 per cento. Resta invece ai massimi di seduta il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli, che si attesta a 558 punti per un rendimento del 6,82%. Apertura in rialzo per la piazza finanziaria di Milano con l’indice Ftse Mib che a chiusura peggiora le perdite al -0,94 per cento.

Le Borse europee chiudono deboli, dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke rilascia un quadro negativo della situazione economica negli Usa e resta nel vago sulle eventuali nuove misure di stimolo da assumere per favorire la ripresa e l’occupazione. Londra perde lo 0,59%. Giù Parigi cede lo 0,09% e Atene lascia sul campo l’1,23%. Invece Francoforte sale dello 0,18% e Madrid avanza dello 0,4%.

Anche le Borse asiatiche sono intonate al rialzo, sull’ottimismo di interventi a sostegno dell’economia mondiale sia in Cina e sia negli Usa, dopo un rallentamento congiunturale che ha spinto da ultimo l’Fmi a ridurre le stime di crescita globale. In rialzo del 4,4% a Hong Kong il gruppo ferroviario China Railway Group, dopo che il governo del paese ha parlato della volontà di fare maggiori investimenti nella rete. A Singapore corre del 4,4% Fraser & Neave: Oversea-Cinese Banking e la sua unità assicurativa hanno ricevuto un’offerta per la loro quota nel produttore di bevande. Scende infine del 6% a Tokyo Jx Holdings dopo aver annunciato che chiuderà una delle sue raffinerie, sulla scia della scoperta di alcuni rapporti falsificati sulla sicurezza degli impianti. “Le speranze di alleggerimenti monetari e di misure di stimolo stanno evitando che gli investitori diventino troppo pessimisti – ha spiegato a Bloomberg un gestore di Tokyo -. Il rallentamento globale sta creando preoccupazioni sugli utili societari e i mercati azionari”.

La settimana però si è aperta con un inizio preoccupante sul fronte dello spread. Il differenziale fra Btp e Bund ieri ha aperto a 479 punti (aveva chiuso a 480 venerdì scorso) e ha continuato a restare sopra i 480 punti, toccando un picco di 495 punti. Non si sono registrati valori così alti dal 12 gennaio scorso. I titoli italiani rendono oltre il 6 per cento (1,23% quelli tedeschi) mentre i bonos spagnoli il 6,5 per cento (a 558 punti). Salgono invece le entrate tributarie nei primi 5 mesi del 2012. Il gettito è stato pari a 142,101 miliardi (1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). A maggio l’incremento annuo è stato del 4,6 per cento, con un incasso pari a 30,803 miliardi. Il debito italiano tocca il suo picco più alto: a maggio è salito a mille e 966,303 miliardi di euro, superando al record storico toccato ad aprile (1.949,242 miliardi).  

Ieri inoltre l’Fmi ha strigliato l’Europa e lanciato l’allarme in relazione alle sue stime sulla crescita. E invita le autorità politiche e monetarie a un’azione immediata per evitare il deterioramento del quadro economico. “La ripresa globale, giù tutt’altro che sostenuta dall’inizio – riferiscono i tecnici del Fondo- , ha mostrato negli ultimi tre mesi segni di ulteriore indebolimento”. In generale, l’organizzazione di Washington rivede leggermente al ribasso le previsioni pubblicate ad aprile: la crescita del Pil mondiale si fermerà al 3,5% quest’anno e al 3,9% il prossimo, rispettivamente lo 0,1% e lo 0,2% in meno rispetto a quanto pubblicato in primavera. Nel complesso, infatti, i rischi per la stabilità finanziaria sono aumentati. “Il tempo sta per finire, è ora di agire”, secondo Josè Vinals, responsabile del Dipartimento mercati del Fondo Monetario Internazionale e Carlo Cottarelli, responsabile del Fiscal Monitor dell’Fmi afferma però che “alcuni spread in Europa non sono giustificati dai fondamentali”.

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