Minaccia anarchica sulle Olimpiadi. La Fai, il gruppo che ha rivendicato la responsabilità dell’attentato contro Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, minaccia di colpire anche i Giochi olimpici di Londra, scatenando una “guerra a bassa intensità”. Lo scrive il britannico Mail on Sunday, riferendo che il Fai è già sospettato, in Gran Bretagna, di un’azione di sabotaggio, lo scorso martedì, contro la linea ferroviaria di Bristol, con il danneggiamento dei sistemi di segnalazione.

E un’altra azione di disturbo sarebbe stata messa in atto lo scorso 11 aprile, sempre a Bristol, quando membri del Fai avrebbero danneggiato l’antenna di una stazione di comunicazioni radio della polizia a Dundry Hill, alla periferia della città. Le minacce del Fai, riferisce il domenicale britannico, sono riportate sul sito anarchico 325.nonstate e sono ritenute credibili dalla polizia. In un comunicato sul sito il Fai annuncia: “Nel Regno Unito del controllo a orologeria e dell’addomesticamento noi siamo alcuni dei ‘non patrioti’ che considerano le Olimpiadi 2012, con la loro esibizione di ricchezza, francamente offensive. Non abbiamo inibizioni nel fare ricorso alla guerriglia per danneggiare l’immagine nazionale e paralizzare l’economia in tutti i modi possibili. Perché, per dirla semplicemente, non vogliamo ricchi turisti, vogliamo la guerra civile”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Khaled Khalifa, il regime siriano spezza una mano allo scrittore

prev
Articolo Successivo

Queste Olimpiadi: cronache di attimi londinesi

next