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“Trump ha chiesto l’uso dei codici nucleari contro l’Iran”. Il caso scatena il web, ma la Casa Bianca smentisce

L'indiscrezione partita da un ex Cia parla di un violento litigio tra il Presidente e il generale Caine. Ma la notizia non trova alcuna conferma ufficiale
“Trump ha chiesto l’uso dei codici nucleari contro l’Iran”. Il caso scatena il web, ma la Casa Bianca smentisce
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Un’indiscrezione clamorosa scuote la Casa Bianca, costringendola a una smentita ufficiale: Donald Trump ha tentato di invocare l’uso dei codici nucleari nel pieno della crisi diplomatica e militare con l’Iran. L’ipotesi, che ha rapidamente fatto il giro del web, nasce dalle dichiarazioni di Larry Johnson, ex funzionario della CIA, intervenuto durante il podcast Judging Freedom condotto da Andrew Napolitano. Secondo la ricostruzione fornita da Johnson, il presunto tentativo sarebbe avvenuto lo scorso sabato, durante un drammatico vertice sulla sicurezza in Medio Oriente. Il cuore del racconto riguarda un violento scambio che ha visto contrapposti il Presidente e il generale Dan Caine, al vertice degli Stati Maggiori Riuniti. Johnson sostiene che lo scontro verbale sia degenerato quando il generale si è rifiutato categoricamente di autorizzare l’attivazione del protocollo nucleare richiesto dal commander in chief.

Tuttavia, si tratta di una ricostruzione che non trova conferme ufficiali. Come sottolineato da un’inchiesta di Newsweek, l’unica prova visiva citata a supporto della tesi è un breve filmato che ritrae Caine camminare pensieroso nei giardini della Casa Bianca, un elemento giudicato del tutto insufficiente a confermare un evento di tale portata. La reazione dell’amministrazione non si è fatta attendere: un portavoce della Casa Bianca ha respinto con forza le accuse, criticando aspramente la diffusione di rumor privi di fondamento che rischiano di destabilizzare l’opinione pubblica. Anche sul fronte parlamentare domina lo scetticismo. Il senatore della Carolina del Nord, Thom Tillis, ha liquidato la vicenda dichiarando che l’ipotesi di un ordine nucleare non è credibile e non trova alcun riscontro nelle procedure operative standard né nel temperamento istituzionale del Presidente in contesti simili. Nessuna testata giornalistica indipendente o funzionario governativo ha confermato la versione di Johnson, confinando la vicenda nell’ambito delle speculazioni non verificate.

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