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Wexner, Epstein e la criminalità: cosa nasconde il miliardario?

NON C’È DI CHE - Dal capitolo del libro "One Nation under Blackmail" della giornalista d’inchiesta Whitney Webb
Wexner, Epstein e la criminalità: cosa nasconde il miliardario?
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Riassunto della puntata precedente: l’aspetto rilevante della vicenda Epstein, oltre alle vittime dei suoi crimini sessuali (ancora in attesa di giustizia), sono i suoi legami col Mega Group di Leslie Wexner, il miliardario di cui era il galoppino. In un rapporto di polizia sull’omicidio dell’avvocato Arthur Shapiro, avvenuto nel 1985 e tuttora irrisolto, Wexner viene descritto come socio di boss mafiosi e possibile mandante dell’assassinio. Lo studio legale di Shapiro rappresentava una società di Wexner, The Limited, ed era sotto inchiesta per evasione fiscale e investimenti in paradisi fiscali: la sua morte impedì che fosse interrogato dalle autorità. Nel rapporto si legge che “Arthur Shapiro avrebbe potuto e dovuto rispondere a troppe domande durante la sua imminente comparizione davanti al Gran Giurì. Stanley Schwartz (avvocato nello stesso studio legale) potrebbe rispondere ad alcune delle stesse domande per le stesse ragioni, ma non deve affrontare un Gran Giurì, è egli stesso immerso nelle operazioni discutibili legate a Wexner e ora ha un forte incentivo a tacere”. In un capitolo del libro One Nation under Blackmail, la giornalista d’inchiesta Whitney Webb approfondisce le circostanze di quell’omicidio, uno dei tanti decessi misteriosi che sembrano tutti riconducibili a un solo uomo: Leslie Wexner.

Wexner e la mafia. Il rapporto Shapiro si dilunga sui legami di Edward DeBartolo Sr. e Frank Walsh, sodali di Wexner, con la famiglia mafiosa Genovese–LaRocca di Pittsburgh. Un rapporto doganale Usa del 1981 sosteneva che l’impero immobiliare di DeBartolo Sr. fosse coinvolto in varie attività criminali (riciclaggio di denaro, narcotraffico, traffico d’armi e altro), attribuendo a DeBartolo Sr. il ruolo di successore di Meyer Lansky come “mente finanziaria” del crimine organizzato. Il rapporto doganale sottolineava la sua influenza politica e i suoi collegamenti coi boss Carlos Marcello e Santo Trafficante. Nel 1970 il Dipartimento di Giustizia elencava DeBartolo Sr. fra i principali imprenditori legati al crimine organizzato. In intercettazioni dell’Fbi un mafioso di Los Angeles descriveva DeBartolo Sr. come “molto amico” di Ronald Carabbia, boss mafioso di Youngstown. Quanto a Frank Walsh, aveva legami con la famiglia Genovese ed era proprietario della Walsh Trucking Company, la principale ditta di autotrasporti ingaggiata da The Limited, la società di Wexner. Nel 1984 Walsh, sotto indagine per mafia a New York, riceveva le comunicazioni ufficiali delle autorità allo stesso indirizzo della sede di The Limited; nel 1990 fu condannato a 4 anni per aver pagato mafiosi della famiglia Genovese e sindacalisti corrotti allo scopo di ottenere contratti favorevoli.

Proteggere Wexner. “Il commercialista Berry Kessler può aver avuto un ruolo nella morte di Arthur Shapiro” nota la Webb “ma è improbabile che disponesse dell’influenza politica necessaria per indurre la polizia a insabbiare diversi omicidi apparentemente collegati: quelli di Arthur Shapiro, Frank Yassenoff, Ella Rich e forse anche quello di Marjorie Dyer. Ed è improbabile che avesse le risorse finanziarie per un omicidio su commissione. Alla luce delle prove, Kessler sembra solo un intermediario”. Gli investigatori della polizia di Columbus redassero il rapporto Shapiro per illustrare il contesto complesso in cui si inseriva il delitto. La soppressione e il tentativo di distruzione di quel rapporto (James Jackson, capo della polizia di Columbus, indagato per corruzione e accusato di “smaltimento improprio di un documento pubblico” per averne ordinato la distruzione, quando il rapporto Shapiro fu ritrovato ammise: “Pensavo di essermene sbarazzato”) suggeriscono che alcuni esponenti delle forze dell’ordine dell’Ohio, dove Wexner è l’uomo più ricco e più influente, vollero proteggere il sistema di relazioni criminali ritenuto responsabile della morte di Shapiro. Il coinvolgimento di Wexner con la criminalità organizzata è emerso solo dopo il caso Shapiro, ma l’omicidio di Shapiro è il primo episodio documentato, e uno dei più rilevanti, di tale connessione.

Oggi Wexner racconta di essere stato ingannato da Epstein, negando ogni complicità nei suoi crimini; che sia vero, e che Wexner non sia implicato anche negli omicidi suddetti, potrebbe stabilirlo solo l’Fbi. Che però non l’ha mai interrogato. Perché?

(2. Fine)

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