Romano La Russa, assessore regionale lombardo

Arrivano a quota dieci (su 80) i consiglieri indagati per vari reati in regione Lombardia. Mentre continuano le polemiche e le rivelazioni sul caso del leghista Davide Boni, accusato di corruzione, ora tocca a  Romano La Russa (fratello dell’ex ministro Ignazio), assessore alla Sicurezza nella giunta guidata da Roberto Formigoni.

La Russa, Pdl proveniente da An-Msi, è indagato per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Aler, l’ente regionale che gestisce le case popolari, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal sostituto Antonio Sangermano. E’ quanto emerge da un avviso di chiusura delle indagini recapitato a dodici persone da agenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano. Con La Russa è indagato il genero Marco Osnato, consigliere comunale nel capoluogo lombardo, anche lui del Pdl. Un avviso di chiusura indagini è stato notificato a un altro esponente del partito berlusconiano,  Gianfranco Baldassarre, ex consigliere comunale milanese, oggi assessore nella vicina San Donato.

Nell’inchiesta Aler (l’Azienda lombarda edilizia residenziale) sono contestati a vario titolo i reati di turbativa d’asta, corruzione e illecito contributo elettorale. Due dirigenti  avrebbero eluso, in concorso con cinque service manager, “gare ad evidenza pubblica, operando il frazionamento degli affidamenti a diverse ditte”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Osnato, in concorso con Luigi Serati, responsabile della filiale di Legnano e coordinatore di tutte le filiali Aler della Provincia di Milano, avrebbe impartito disposizioni di frazionare gli appalti in modo da eludere la soglia comunitaria di 193.000 euro che avrebbe imposto gare di evidenza pubblica. In questo modo, tra il 2009 e il 2011 sarebbero stati affidati appalti diretti per il verde pubblico e la pulizia dei condomini per oltre due milioni di euro, con una considerevole lievitazione dei costi.

Secondo l’accusa, La Russa avrebbe ricevuto contributi elettorali illegali per le Regionali del 2010 e le Provinciali di Vercelli del 2011 – e Osnato per le Comunali milanesi del 2011 – da Luca Giuseppe Reale Ruffino, esponente dell’Udc passato poi al Pdl, ritenuto vicino ai fratelli La Russa e amministratore della Constructa srl service manager, in affari con l’Aler. Reale Ruffino, in particolare, avrebbe sostenuto per i due candidati “i costi per la stampa di manifesti  elettorali e dei cosiddetti ‘santini”, in violazione della legge sul finanziamento.

In totale la cifra del finanziamento illecito si aggirerebbe intorno ai 10.000 euro. Agli altri indagati, tra cui Anna Bubbico, dirigente responsabile della segreteria della presidenza Aler nonchè responsabile del settore Comunicazione, e alcuni service manager, sono state contestati a vario titolo i reati di turbativa d’asta e corruzione impropria. Questa ultima ipotesi è stata ipotizzata solo nei confronti della Bubbico in concorso con Andrea De Donno, rappresentante legale della Nsa Italia, il quale dopo aver ricevuto incarichi di “vigilanza e guardianìa” dall’Aler avrebbe ricambiato la dirigente con lavori di manutenzione all’impianto di allarme alla sua villa e operazioni di bonifica per l’eventuale rilevazione di microspie.

Ad Affaritaliani.it, Romano La Russa ha affermato di essere stato indagato per una vicenda relativa a “manifesti per la campagna elettorale della Provincia di Vercelli… una cosa da ridere”. Niente da preoccuparsi? “Per il momento no, però è il mio primo avviso di garanzia, devo ancora capire…”.

Il fratello dell’ex ministro della difesa Ignazio La Russa parla di interessamento “eccessivo” nei confronti della Giunta Regionale Lombarda. “Venuto meno l’obiettivo ‘romano’ tocca a noi…”, ha affermato La Russa.

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