Le auto blu sono 64.524. E’ quanto risulta del censimento svolto da FormezPa, centro di formazione che offre supporto e assistenza alle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, rispetto al 2010, le auto blu e le auto grigie registrano un calo rispettivamente del 13 e del 10 per cento per un totale di risparmio atteso di circa 300 milioni l’anno. Un taglio inderogabile “per questo esecutivo” che considera “un atto di valore politico riportare l’uso delle auto alle ristrette funzioni di servizio eliminando ogni abuso” ha detto il Ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.

“Quella del risparmio sulle auto blu è una partita importante, ma più importante ancora è far capire che le auto di servizio sono di servizio e non sono status symbol”, ha proseguito il ministro, consapevole che “soprattutto in un momento di crisi e di sacrifici” le auto blu sono finite per rappresentare “un privilegio e un insopportabile spreco di denaro pubblico”. Impegno che parte dalla chiarezza dei numeri di questo censimento, disponibili da oggi per chiunque ne abbia curiosità sul sito www.censimentoautopa.gov.it.

Delle 64.524 auto possedute a diverso titolo dalle pubbliche amministrazioni, 10.634 sono le auto blu in senso stretto considerate auto di rappresentanza con autista mentre le cosiddette auto grigie sono 53.890. Si tratta di auto di servizio e fra queste ultime una fetta significative sono quelle delle Asl (fra le quali ci sono ad esempio le auto per il trasporto sangue e per accompagnare i medici) che sono 18.426. La fetta più cospicua di auto (sia blu sia grigie) è in mano ai Comuni (21.933) seguono Province (4.184) e Regioni e Province Autonome (2.594). Le auto blu a servizio degli organi costituzionali, e dunque in dotazione a Presidenza della Repubblica, Camera, Senato e Corte costituzionale, sono 124. Fra le amministrazioni che hanno tagliato più auto blu nel 2011 spiccano il Comune di Salerno che con 41 auto in meno ha quasi dimezzato la dotazione (ora ne ha 47), il comune di Milano (-30. Resta con 127), la regione Siciliana (-20. Resta con 124), la presidenza del consiglio dei ministri (-22. Resta con 98 e altre 12 saranno tagliate nel 2012), il ministero della Giustizia (-325. resta con 1.233).  Sono Fiat l’81% delle auto grigie e il 58% delle auto blu. Fra le auto di rappresentanza al secondo posto ci sono le Alfa Romeo, seguono Audi e Bmw.

Stabiliti i numeri, i tagli, i risparmi, le indicazioni per meglio ottimizzare la spesa, resta sempre difficile contrastare il cattivo vezzo dell’abuso dell’auto di servizio. Sulla base delle nuove normative in materia di auto blu (in particolare il Dpcm del 3 agosto 2011 e l’ultimo dpcm dello scorso 13 gennaio) sembra infatti più facile sanzionare il dirigente pubblico che non rispetta i criteri di razionalizzazione e di spesa per l’acquisto e la gestione delle vetture blu (in questo caso perseguibile per danno erariale), che non l’assessore comunale che usa auto e autista di rappresentanza per far accompagnare il coniuge a fare shopping o i figli a scuola. “Colpire l’uso improprio dell’auto blu non è facilissimo” ammette il ministro. E il Codacons oggi è tornato a chiedere controlli sugli abusi. “Riteniamo che i tagli effettuati sino ad ora sulle auto di Stato in dotazione alla Pubblica Amministrazione, siano ancora deludenti – commenta il Presidente Carlo Rienzi – Allo stato attuale, infatti, in Italia circola una auto blu ogni 937 abitanti, una vera e propria esagerazione che si ripercuote sulle tasche dei cittadini”. “Non a caso – prosegue Rienzi – il Tar del Lazio lo scorso novembre ha accolto il nostro ricorso, ordinando al Governo di rivedere l’assegnazione di auto pubbliche a Regioni, Province e Comuni. Per ottenere un vero risparmio, è dunque indispensabile eliminare del tutto le auto blu assegnate agli enti locali, ed introdurre controlli atti ad evitare abusi nell’utilizzo delle vetture di Stato”.

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