In questo momento, molto probabilmente, il peggior impiego è il loro. Nella speciale classifica dei meno amati, i lavoratori di Equitalia hanno sicuramente scalzato gli ausiliari del traffico, quelli che danno le multe a chi non paga il parcheggio sulle strisce blu.

Equitalia è una società per azioni a totale capitale pubblico (51% Agenzia delle Entrate, 49 Inps) incaricata della riscossione nazionale dei tributi e contributi. “Il suo fine – si legge nel sito ufficiale – è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all’efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente”. Ma per la maggior parte dei suddetti contribuenti la società ha la stessa fama di un cartello di usurai, dato l’ingrato compito di riscuotere con solerzia anche il più piccolo tributo, con i metodi più convincenti (pignoramenti e simili) in tempi brevissimi (il termine massimo in genere è 90 giorni).

L’intero arco costituzionale è loro ostile, con Beppe Grillo e Umberto Bossi a contendersi lo scettro del nemico numero uno. Le sedi Equitalia sono uno dei bersagli preferiti delle manifestazioni “indignate” e a Torino (dove il leader cittadino dell’Udc, Alberto Goffi, da tempo imposta le sue campagne elettorali in aperta polemica con i riscossori di Stato) sono andati oltre: lo scorso 3 ottobre una busta con una strana polvere bianca e l’inequivocabile scritta “crepate” è stata spedita alla sede centrale di via Arcivescovado. Nove dipendenti hanno trascorso la notte in quarantena, senza poter uscire dall’ufficio, mentre all’esterno Polizia e Vigili del Fuoco transennavano l’intera zona. Una scena che si è ripetuta due giorni dopo e, per quanto le analisi non abbiano rilevato alcunché di nocivo nella polvere bianca, l’inquietudine dei lavoratori Equitalia è palese e comprensibile: “Abbiamo tutta l’opinione pubblica contro – dichiara Dante Castellani, lavoratore dell’agenzia e sindacalista del Cub – scaricano tutto su di noi, ma noi non c’entriamo nulla. Chiediamo all’azienda e a tutti gli altri sindacati di fare chiarezza sul ruolo di Equitalia, che altro non è che l’ultimo anello di una catena, mentre viene percepito come il primo. Chi scrive le leggi tira il sasso e nasconde la mano, salvo poi tirarla fuori con l’indice puntato verso chi altro non fa che applicare la legge”.

La Confederazione unitaria di Base ha diffuso un comunicato molto critico nei confronti degli altri sindacati, ritenuti poco impegnati nella salvaguardia della sicurezza dei lavoratori: “Da tempo chiediamo loro di unirsi a questa lotta – ancora Castellani – i lavoratori esattoriali sono equiparati ai bancari e dunque, come in banca, gli sportelli non hanno alcuna protezione, con la scusa del ‘contatto con il pubblico’. Ma noi non siamo a contatto con dei clienti, abbiamo a che fare con cittadini contribuenti, spesso esasperati dalla crisi. Il rischio di aggressioni è quotidiano. Noi andiamo in ufficio per lavorare, come tutti gli altri cittadini”.

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