Se le sono dette di santa ragione, perché tra Fini e il Pdl è guerra continua. Miccia, il deputato Alfonso Papa, in carcere a Napoli per il caso P4.

Ieri tre del Pdl, Gaetano Quagliariello, Fabrizio Cicchitto e Amedeo Laboccetta, sono andati a trovarlo. All’uscita, Quagliariello affermava: “Papa ha chiesto al presidente della Camera di concedergli l’attività indiretta di parlamentare che si può espletare anche senza la presenza fisica, ma non ha avuto risposta”. Pronta replica di Fini: “Da Papa e dai suoi collaboratori non è arrivata nessuna richiesta”. E comunque, precisava la nota, nel trattare il suo caso la Presidenza ha osservato le norme della Costituzione e del regolamento della Camera.

Controreplica di Quagliariello, Cicchitto e Laboccetta: “La Presidenza liquida con burocratico cinismo una questione che investe il cuore della democrazia parlamentare. Si autorizza il sospetto che il conteggio di Papa ai fini del numero legale, nonostante la sua esclusione dal voto, sia funzionale a tentativi di ribaltare maggioranze parlamentari attraverso espedienti infimi”.

Nuova risposta di Fini: “Definire burocratico cinismo l’applicazione della Costituzione e dei regolamenti prova quale concezione hanno della democrazia parlamentare”.

Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2011

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