Un blitz contro i militanti dell’area anarco-insurrezionalista. Reagisce così il governo dopo le devastazioni di sabato a Roma. L’operazione, iniziata all’alba e condotta da centinaia di agenti, tocca diverse città in Italia. Digos e carabinieri del Ros hanno il compito di individuare esplosivi e armi di ogni genere. I primi risultati arrivano da Firenze dove la polizia ha fermato sei persone, poi rilasciate dopo essere state denunciate in attesa di ulteriori indagini. Trovate maschere antigas e armi. Oltre alla Toscana nel mirino dell’operazione ci sono la Sicilia, la Campania, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano ha dichiarato che “l’operazione è volta a mappare quali sono le formazioni più estreme”. Intanto, i dodici arrestati di Roma rischiano da 3 a 15 anni di reclusione. La procura, infatti, ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di età compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Tra loro c’è anche un cittadino di origine rumena, Robert Scarlet, 21 anni. Gli altri arrestati, invece, sono Ilaria Ciancamerla, 21 anni di Sora (Frosinone), Alessandra Orchi, 29 anni di Roma, Alessia Catarinozzi, 26 anni di Alatri (Frosinone), Giovanni Caputi, 22 anni di Terlizzi(Bari), Giuseppe Ciurleo, 20 anni di Roma, Alessandro Venuto di 24 anni di Subiaco (Roma), Giovanni Venuto 30 anni di Tivoli (Roma), Lorenzo Giuliani di 19 anni di Genzano (Roma), Valerio Pascali di 21 anni di San Pietro Vernoti (Brindisi), Stefano Conigliaro di 22 anni di Catania e Leonardo Serena, 21 anni di Roma. Oltre a loro, ci sono altre 8 persone fermate e denunciate, sei dei quali minorenni e le cui posizioni saranno valutate dalla procura presso il tribunale dei minori.

A decidere sulle richieste della procura per la dozzina di arrestati sarà il gip Elvira Tamburelli. Tra domani e dopodomani ci saranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e i sostituti Marcello Monteleone e Francesco Minisci, accertata per tutti e 12 la resistenza a pubbico ufficiale, stanno ora valutando le singole posizioni al fine di stabilire se e a chi attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni. In attesa che la procura presenti la richiesta di arresto al gip, il procuratore aggiunto Pietro Saviotti sostiene che “alcune condotte sono state pianificate e preparate prima degli scontri”. Per il magistrato “è certamente una cosa studiata il fatto che, ad un certo punto della manifestazione, un gruppo di violenti rientra nel corteo e tutti si tolgono caschi e felpe nere”. Per chi indaga, insomma, “alcuni comportamenti fanno pensare a tattiche di scontro urbano, preventivate e pianificate”.

Sul fronte del blitz di questa mattina, i sei fiorentini sono stati fermati nell’area di servizio Chianti Est. Quattro di loro provenivano dalle Marche e dalla Campania e sono tutti studenti della facoltà di Lettere e filosofia di Bologna, dove militano nel locale circolo anarchico Fuori luogo. Gli altri due, l’autista del furgoncino e la sua compagna, sono ultra 40enni e risiedono in provincia di Pistoia. Sono stati sottoposti a un controllo nel corso del quale sono state trovate due maschere antigas, passamontagna, un martello, abiti scuri e protezioni anti-infortunistiche. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Digos e della polizia scientifica insieme al personale della polizia stradale. Il materiale è stato sequestrato e per tutti e sei (rilasciati in attesa di ulteriori indagini) è scattata la denuncia per porto ingiustificato di oggetti atti a offendere in concorso. Stamane invece la Digos di Firenze ha eseguito otto perquisizioni nei confronti di altrettanti appartenenti all’area anarchica fiorentina. I sei sono stati fermati e poi rilasciati dopo esser stati denunciati in attesa di ulteriori indagini.

La Digos della Questura di Napoli ha effettuato venti perquisizioni tra città e provincia in abitazioni di persone ritenute legate all’area antagonista. Secondo quanto si è appreso, la ricerca degli investigatori si concentra sulla detenzione di materiale esplosivo.

In Lombardia gli agenti della Digos hanno perquisito gli appartamenti dei militanti legati ai centro sociali Bottiglieria, Villa Litta, Conchetta e Panetteria. A quanto si sa fino ad ora, gli agenti sono entrati nelle casa di quattro ragazzi legati alla Bottiglieria. Obiettivo: cercare materiale esplosivo che però non è stato individuato. Sequestrati anche alcuni indumenti.

A Padova gli investigatori sono entrati in una sede del centro sociale Gramigna. Una sede del centro popolare occupato era già stata perquisita il 28 settembre assieme alle abitazioni di alcuni degli attivisti perquisiti nuovamente stamattina. In quell’occasione gli uomini della Digos della questura padovana avevano sequestrato bastoni, spranghe e bombe carta.

A Palermo sono state perquisite le abitazioni di quattro giovani del Centro sociale “Vittorio Arrigoni” alla ricerca di armi ed esplosivi. Lo dice la portavoce del centro affermando che “le perquisizioni hanno avuto esito negativo”. A differenza di quanto annunciato dal sottosegretario all’interno Mantovano sono delle perquisizioni – dice la nota – almeno per quanto riguarda Palermo che colpiscono nel mucchio alcuni attivisti soltanto perché militanti dei centri sociali che hanno partecipato alla manifestazione di Roma. “Un pericoloso precedente in questa città dove non si erano mai viste operazioni di questo tipo per manifestazioni politiche – prosegue – Vogliamo denunciare questo atteggiamento intimidatorio che cerca di colpire nel mucchio e criminalizzare i centri sociali per i fatti del 15 ottobre. I militanti in questione sono disoccupati,studenti e lavoratori giornalmente impegnati nelle lotte contro la crisi e per il miglioramento della qualità della vita nel quartiere Albergheria. Le persone perquisite sono tra coloro che hanno organizzato la partenza di 3 pullman da Palermo a Roma”. Un’assemblea è stata indetta per oggi alle 17.30 nel laboratorio “Vittorio Arrigoni”.

Anche la questura di Brescia ha effettuato una perquisizione che ha consentito di acquisire materiale ora al vaglio degli investigatori. La perquisizione è stata effettuata nelle prime ore della mattina.

A Bologna perquisite sei abitazioni e controllate dodici persone. Secondo la Digos si tratta di appartenenti al circolo anarchico “Fuori luogo” già coinvolti in un’inchiesta aperta il 6 aprile scorso.

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