Il Guardasigilli Francesco Nitto Palma

Ispettori, crisi di governo, incidenti di percorso e magistrature “che esagerano”. Il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha parlato di tutto e tutti nella sua ospitata a Radio 24 e, ieri, in un’intervista rilasciata a La Stampa. Il Guardasigilli ha commentato la notizia secondo cui il Csm starebbe valutando l’ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dei ‘suoi’ ispettori Arcibaldo Miller. “Non credo il Csm possa arrivare a tanto – ha detto Nitto Palma – . E’ singolare che la pratica si sia mossa il giorno dopo che ho firmato le ispettive a Napoli e a Bari. Cosa accadrà se il giorno dopo l’iniziativa di un pm contro un politico, magari del mio schieramento, decido di inviare in quella procura un’ispezione? Denunceranno le intimidazioni del ministro?”. Quanto al presunto coinvolgimento  di Arcibaldo Miller nell’inchiesta sulla P3, Nitto Palma ha ricordato che “il presidente Miller non è stato toccato da alcuna indagine penale e che il procedimento disciplinare aperto dalla Cassazione si è concluso con una archiviazione: stiamo parlando del nulla e mi sembra che qualcuno lo faccia in modo strumentale”.

Sul perché delle ispezioni, invece, il ministro ha confermato la sua tesi, parlando di “sospetti erano solidi” alla base delle verifiche. “La Costituzione me ne dà il potere” ha spiegato il Guardasigilli, che poi ha rispedito al mittente l’ipotesi secondo cui la visita dei suoi 007 potrebbe in qualche modo interferire con le inchieste, perché “a Bari e Napoli non c’è nessuna indagine in corso”. Dure, invece, le parole utilizzate dal ministro per descrivere l’atteggiamento del procuratore capo partenopeo Giandomenico Lepore, che ha parlato di delegittimazione del lavoro della sua procura per descrivere le ispezioni ministeriali . “Ho l’impressione che Lepore esageri – ha detto Nitto Palma – perché le indagini che lui ha compiuto mi pare che non abbiano avuto grandi apprezzamenti a Bari, dove il mm ha addirittura richiesto la revoca del provvedimento cautelare nei confronti di Lavitola”.

Il Guardasigilli, inoltre, ha poi approvato il rinvio dell’esame sul dl intercettazioni (consentirebbe “di stemperare il clima di tensione”) e ha detto la sua sulla questione della prescrizione breve. “Leggo che inciderebbe su un milione di processi, ma se prima di parlare si facessero valutazioni sui dati del ministero, si capirebbe che non è vero – ha detto Nitto Palma -. Ora, 180 mila processi vanno prescritti ogni anno sulla base di scelte discrezionali degli uffici giudiziari che danno le priorità”. Al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che parlava di “amnistia mascherata” per descrivere la prescrizione breve, il Guardasigilli ha risposto che si deve avere “il coraggio di riconoscere che già oggi in molte procure i capi degli uffici hanno dato direttive molto precise di non trattare fascicoli destinati alla prescrizione nel giro di un paio d’anni. Dov’è finita l’obbligatorietà dell’azione penale?”.

Nitto Palma, poi, è entrato nel merito dei tempi di prescrizione del processo Mills, ora in primo grado, che vede imputato il premier per corruzione in atti giudiziari: “Essendo i tempi medi del giudizio di appello e di Cassazione di circa tre anni e quattro mesi, evidentemente quel processo è destinato alla prescrizione” ha detto il Guardasigilli, che poi ha proseguito nella sua disamina, chiedendosi “come mai si utilizzino tante energie giudiziarie che potrebbero essere dedicate a processi per fatti di notevole gravità che possono arrivare ad una sentenza definitiva, e si scelga invece di fare un processo destinato alla prescrizione. Le valutazioni – ha concluso Palma – possono essere diverse e ciascuno può fare la propria”.

Non poteva mancare, ovviamente, un accenno a quanto è accaduto due giorni fa alla Camera, con il governo battuto sull’approvazione del rendiconto finanziario, definito “un incidente di percorso senza grande significato”. Sul futuro prossimo, Nitto Palma si è detto “ottimista” e per quanto riguarda il destino del governo “ci sarà la fiducia alla Camera e tutto continuerà”.

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