Nel mio piccolo, la novità più grossa degli ultimi mesi è che c’è stato settembre.

Bella novità, direte voi, settembre c’è ogni anno, o per lo meno noi per convenzione diciamo che ci sono gli anni e i mesi: fra questi, appunto settembre.

Già, tutto vero: ma che settembre è stato? È stato il più caldo della mia vita. E non solo della mia. Unanimemente lo si indica come il settembre più caldo da quando si registrano le temperature atmosferiche. E il caldo continua: domenica a 2.000 metri ho visto delle genziane appena sbocciate: la natura soffre e impazzisce…

Un settembre anomalo, si dirà: e finisce lì. No, non finisce lì. Quante anomalie ci sono state in questi ultimi anni? Ve la ricordate ad esempio l’estate africana del 2003? Tante anomalie, a mio modo di vedere, fanno una regola.

A fregarsi le mani per tutto il caldo di questi anni saranno sicuramente le sette sorelle, che, dopo aver contribuito a causarlo, ora godono come ricci al pensiero che si scioglieranno i ghiacci dell’Artico e potranno così trivellare a piacere!

Ma mi son fatto prendere la mano, non è di questo che volevo parlare, bensì delle previsioni meteo che vengono propinate alla televisione. Quando cesseranno di non essere obiettive? Che senso ha dire “ancora bel tempo sull’Italia” o “temperature gradevoli?”, come hanno ripetutamente fatto proprio in questo allucinante settembre? Questi sono giudizi, non dati oggettivi.

Chi l’ha detto che un mese con aria africana sia da considerare “bel tempo”, o che temperature attorno ai 30° siano “gradevoli”? Per me, bel tempo non è  un settembre come quello testé trascorso, ma un settembre fresco e anche un po’ piovoso, come dovrebbe essere. Perché i meteorologi non dicono più professionalmente: “Cielo sereno, temperature sopra la media”? Questi sono dati oggettivi, non “bello, brutto, gradevole”.

Senza contare che queste affermazioni valutative inconsciamente o meno alimentano l’ottusità di quei cittadini che vorrebbero il cielo sempre azzurro e che piovesse e nevicasse, sì, ma non in città: fuori. Ma dato che purtroppo per loro questo non è il mondo di Barbie e magari finisce che piove due giorni di fila, eccoli poi lagnarsi ed esternare “Piove sempre, non se ne può più”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Muoversi e vivere a Milano

next
Articolo Successivo

L’ipocrisia leghista è l’arroganza occidentale

next