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Strage di lupi nel Parco d’Abruzzo, altri tre avvelenamenti: “Quadro drammatico, atti criminali ingiustificabili”

In pochi giorni il numero di carcasse è salito a 13. Coinvolte anche volpi e poiane. Si teme per l'orso marsicano
Strage di lupi nel Parco d’Abruzzo, altri tre avvelenamenti: “Quadro drammatico, atti criminali ingiustificabili”
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In pochi giorni il numero di carcasse avvelenate è salito a 13, tutto nel giro di pochi chilometri, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 22 aprile, a Pescasseroli sono stati trovati altri tre lupi uccisi illegalmente. Da quanto è emerso, a Bisegna sono stati individuate anche tre volpi e una poiana. La notizia è arrivata dopo che soltanto una settimana fa erano stati trovati cinque lupi morti ad Alfadena, che si aggiungevano ad altri cinque, sempre nel territorio della già citata Pescasseroli. La Procura di Sulmona sta indagando per individuare i responsabili.

Il Parco d’Abruzzo ha pubblicato una lunga nota in cui spiega ciò che sta avvenendo: “Da una settimana il nostro personale sta proseguendo con le perlustrazioni, col supporto dei cani antiveleno e dei carabinieri forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti. Il tutto, ovviamente in raccordo con la Procura di Sulmona”. La preoccupazione è che le esche possano avere attirato anche gli orsi marsicani, il cui numero si sta riducendo sempre di più. “Il quadro che emerge è gravissimo – prosegue il Parco – e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento”.

Considerato il clima d’odio nei confronti dei grandi carnivori, alimentato da una certa parte politica e dai media, “la situazione” risulta “drammatica per dimensione, tanto che è difficile anche solo parlarne. La delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all’incredulità. In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità. Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo”.

Anche il Wwf ha commentato la vicenda, sottolineando come l’uso di bocconi avvelenati rappresenti un atto criminale contro la biodiversità e un rischio anche per la sicurezza pubblica: “Siamo davanti a una strage continua che colpisce il nostro patrimonio naturale. Chi giustifica questi reati è complice”. Il Wwf ricorda che il ministero della Salute ha ribadito con un’ordinanza dell’8 agosto 2025 il divieto di uso e abbandono di esche avvelenate. L’associazione chiede interventi più incisivi, tra prevenzione e sanzioni efficaci, e si dice disponibile a supportare le autorità con le proprie unità cinofile anti-veleno nelle operazioni di bonifica.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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