“L’onorevole Gaetano Porcino non ha avuto alcun tipo di rapporto, nemmeno politico, con le persone coinvolte nell’inchiesta Minotauro”. Così il leader dell’Idv, Antonio di Pietro, difende il parlamentare e consigliere comunale del suo partito a Torino. Coinvolto nella nuova inchiesta anti ‘ndrangheta perché, sostengono i giudici, visto a intrrattenere rapporti con Salvatore Demasi, detto ‘Giorgio’, capo della locale di Rivoli, in un bar torinese. Per Di Pietro, ex magistrato, è particolarmente importante che la vicenda venga chiarita, e in fretta, in sede giudiziaria. Perché, conclude, “la nostra forza chiede da sempre che la politica agisca all’insegna della legalità e della trasparenza”. Una precisazione che arriva anche dal neo sindaco di Torino, Piero Fassino: “Non sono disposto a essere messo nel tritacarne dei sospetti e dei ‘si dice’. E non permetterò a nessuno di gettare un’ombra, ancorché lontanissima, sulla straordinaria prova che hanno dato 53 mila torinesi partecipando alle primarie”. Il primo cittadino del Pd è stato infatti chiamato in causa nell’inchiesta. In una conversazione telefonica, il parlamentare del Pd Domenico Lucà avrebbe chiesto a Demasi un aiuto elettorale per le primarie del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative. Consultazioni con cui Fassino è stato scelto dai militanti come candidato sindaco.

Il primo cittadino non solo rifiuta ogni accusa, ma sottolinea anche che “la priorità assoluta” della sua giunta sarà proprio quella della “lotta senza quartiere contro le contaminazioni della criminalità organizzata”. Il Comune, dichiara Fassino, sarà “in prima linea nella battaglia civile contro qualsiasi forma di commistione di interessi poco chiara”. “La scoperta di una vera e propria rete di infiltrazione criminale nelle pieghe della nostra civile vita quotidiana ci preoccupa e ci inquieta – continua -, ma al tempo stesso ci sollecita come non mai a tenere alta la guardia”.

Per questo, nonostante le notizie arrivate oggi, Fassino ha riportato l’apprezzamento di tutta l’amministrazione comunale torinese per l’operazione della magistratura. Il sindaco auspica “un rapido corso delle indagine” che porti all’accertamento delle responsabilità. “Individuali”, sottolinea però il primo cittadino. “Anche per evitare – conclude – di travolgere nomi e reputazioni di persone del tutto estranee e di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle vere colpe e dai veri colpevoli”.

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