Fiorani: Poverino tuo marito, fa le cose che devono fare… veramente non se ne può più, anche oggi una giornata ancora bruttissima Cristina… ma no, perché questi maledetti (scusa il termine) della Consob mi han fatto ancora l’ennesimo ricatto, che abbiam forse rimosso e abbiamo spostato, però… Con Cardia [presidente della Consob, nda] che personalmente dice ‘ma ci sto ripensando’, dopo che tutti i suoi collaboratori avevano approvato per intero il nostro progetto […]. È come ammazzarti col piede e poi schiacciarti, allora io mi sono arrabbiato e ho detto: benissimo, allora chiamate il mio avvocato, facciamo una letteraccia pesantissima contro Cardia, mettiamogli paura anche noi a questo punto e vediamo di passare anche noi all’attacco perché sono veramente stufo stufo stufo […]. Però improvvisamente loro davanti a questa minaccia allora alle sei mi tira fuori… ma allora forse la causa l’ha rimossa, forse va bene… insomma vigliaccate, Cristina, vigliaccate.

Poi la signora Fazio ha passato il telefono al marito, che ha rassicurato Fiorani e gli ha suggerito di riequilibrare i coefficienti patrimoniali (attraverso quelle che la Procura ritiene finte cessioni di quote Bpl alle banche e a società di Gnutti e altri amici) per consentire a Bankitalia di dargli il via libera.

Fazio: Guarda che stavo a scherzare quando ho detto che son venuto in ufficio per te.

Fiorani: No, scusami no, ma Tonino mi spiace, anzi mi spiace da matti perché per colpa mia… sai questi ulteriori disagi!

Fazio: Ma che colpa tua, vabbè […].

Fiorani: Stavo raccontando che sono cose incredibili che hanno dell’inverosimile, cioè non è un Paese questo dove si può… non si può Tonino… Pazienza, certo certo, hai ragione e faremo l’impossibile per dare una risposta ferma… però ti par giusto che davanti a una nostra risposta minacciosa improvvisamente lui [Cardia, nda] è tornato sui suoi passi oggi e allora dice che il nostro prospetto va bene così… ma non può, non può un Paese così andare avanti a lavorare per minacce e basta, non si costruisce niente.

Fazio: … Non bisogna sbagliare nessuna mossa adesso.

Fiorani: No, infatti, guai… ma domani è importante […]. Ma non è programmato però di sentirlo Cardia, no, non pensavi di sentirlo?

Fazio: No, no, ma però ci penso io.

Fiorani: Non è il caso…

Fazio: Tu vai avanti con quella cosa che…

Fiorani: Ok, domani facciamo anche quella, vedrai Tonino.

Fazio: Ci son dei numeri molto buoni, insomma, ecco.

Fiorani: E lo so, lo so, infatti.

Fazio: Adesso non mi dire quello che… insomma bisogna andare avanti, ecco, va bene adesso, eh va bene?

Fiorani: Chiarissimo, chiarissimo, grazie ancora.

Fazio: Quello poi risolve… quello poi risolve tutto, va bene?

Fiorani: Ma è chiaro, siamo arrivati fino a qua, figurati, domani facciamo.

Fazio: Va bene, appunto, se ci fosse quello va bene.

Fiorani: E certo, grazie Tonino.

Fazio: Stai tranquillo, ciao.

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Antonveneta, dal “bacio in fronte” ai “furbetti del quartierino”

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