La polizia ha arrestato a Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, Vincenzo Schiavone (classe 1974), considerato il cassiere del clan dei Casalesi ed inserito nell’elenco del Viminale dei 100 latitanti più pericolosi. Il fermo è avvenuto durante la notte  di Pasqua. L’operazione è stata coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) ed eseguita dagli uomini della squadra mobile di Avellino e del commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi. Schiavone era ricercato dall’ottobre del 2008, quando era sfuggito all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I principali capi d’imputazione a carico di quello che viene considerato il cassiere dei Casalesi sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione pluriaggravata, ricettazione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Il boss è stato bloccato all’interno di una clinica dove si trovava ricoverato.

Personaggio di spicco del gruppo del clan dei Casalesi che fa capo a Francesco Schiavone, soprannominato ‘Sandokan’, era latitante dal 2008. E’ ritenuto non soltanto un killer del gruppo, ma anche contabile ed organizzatore delle estorsioni per conto del clan. Nel 2008 riuscì a sfuggire alla cattura, ma la polizia sequestrò il suo computer nel quale era annotata l’intera contabilità del clan, compresi i nomi di tutti gli imprenditori e commercianti che venivano sottoposti a taglieggiamento. Vincenzo Schiavone è soprannominato “o copertone”, per la sua abitudine di “firmare” gli omicidi, dando fuoco al cadavere della vittima, accanto al quale ammassa copertoni d’auto.

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