“Chiederemo all’Interpol di catturare l’ex presidente Zin el-Abidin Ben Ali e di consegnarlo alle autorità tunisine”. E’ quanto ha affermato il ministro della Giustizia tunisino, Lazhar Karoui Chebbi, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Tunisi, e ripresa dalla tv satellitare al-Arabiya.

Ben Ali e la moglie Leila Trabelsi sono accusati di “acquisizione illegale di beni mobili e immobili” e “trasferimenti illeciti di valuta straniera verso l’estero”. Il presidente, fuggito dal paese il 14 gennaio scorso, si trova in Arabia Saudita. Il ministro ha riferito anche che sei membri della guardia presidenziale sono ricercati per aver incitato alla violenza dopo la fuga del presidente.

Il ministro ha specificato che “Ben Ali è una persona ricercata dalla giustizia del suo paese e ci impegniamo a processare lui e i membri della sua famiglia”. Inoltre ha aggiunto che il capo della sua sicurezza, il generale Ali al-Sariati, è accusato di “aver messo in pericolo la sicurezza nazionale”.

Intanto, ancora oggi sono in corso manifestazioni nella capitale Tunisi davanti alla sede del governo, alla Casbah, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni per disperdere i dimostranti. Questa mattina, a differenza dei giorni scorsi, lungo la centrale Bourghiba non si registrano particolari assembramenti di persone né cortei contro il governo di cui il viale è stato teatro per giorni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Egitto, morti un poliziotto e un manifestante
arrestate oltre 500 persone

prev
Articolo Successivo

Ed più Ed. Un bene per la sinistra inglese?

next