La politica italiana, mentre l’economia va a rotoli, gode di momenti di bassezza indecifrabile, ma nonostante tutto non è possibile dire che abbia toccato il fondo, perché ormai siamo abituati a scoprire che dietro a vicende scandalose se ne nascondono altre sempre più vergognose.

Il Ruby-gate in effetti è solo l’ultima parte della coda del drago cui si offrono le giovani vergini in cambio di denaro e carriera televisiva o politica. La storia della competenza dei tribunali è solo aria fritta perché i fatti per giudicare i comportamenti del premier ci sono e basterebbero, in un Paese normale, per mandarlo a casa. Ogni parola in più che leggiamo sui giornali in merito all’inchiesta è semplicemente un dettaglio: solo i ciechi possono dire di non aver visto e i sordi di non aver sentito.

Ma in Italia tutto è possibile. Specie se ad aiutare il presidente del Consiglio ci sono giornalisti che lavorano per la sua azienda, il suo giornale e il settimanale di sua proprietà. Così le situazioni più difficili hanno una soluzione facile, anche perché, oltre alla squadra di giornalisti cortigiani, vi è un gruppo di avvocati-deputati pronti a stilare leggi come i bravi sarti sanno fare coi vestiti. Alla fine le nuove norme calzeranno a pennello sul nostro premier.

E poi ci sono i politici della finta opposizione, quelli come Casini per esempio. Che un giorno stanno con Berlusconi, un altro giorno escono dalla porta di Palazzo Chigi per fargli la guerra nei telegiornali  (continuando però a stringere alleanze alle elezioni regionali con la maggioranza di Governo), per poi tornare un altro giorno ancora e tentare di rientrare dalla finestra con una proposta di ammucchiata per salvare il salvabile, quando tutto sembra sfuggire di mano.

Per non parlare degli scenari che cambiano di continuo a seconda dei sondaggi o dell’evoluzione delle inchieste giudiziarie. Il Pd di Bersani e D’Alema vorrebbe un’alleanza coi centristi, e se questo può quasi sembrare plausibile con l’Udc di Casini (che si tiene attaccato a due rami nel caso uno si staccasse) non si può dire lo stesso con Fini. I veltroniani (erano dietro al cespuglio di Bossi), invece, sono per la linea del no con le alleanze strategiche col Terzo polo, ma non si capisce bene come la pensino su Di Pietro e Vendola. A proposito, l’Idv. Il leader Di Pietro aveva dichiarato questa estate che pur di battere Berlusconi era pronto ad allearsi perfino col diavolo, ma chi ce lo vede a fianco di Casini o di Fini? Per carità.

Scenari su scenari, insomma. Si ipotizzano futuri premier, elezioni anticipate e possibili ribaltoni. Fatto sta che ad oggi è la Lega ad avere il coltello dalla parte del manico con la legge sul federalismo affidata a Calderoli che, senza smentirsi, sta(va) per riproporre un’altra porcata.

Ma nella cronaca politica si aggiungono sempre buone notizie. Patrizia D’Addario ha dichiarato che qualcuno le ha proposto una poltrona e che quindi con molta probabilità la vedremo in politica.

Alla fine, dei reali problemi che angosciano i più giovani, finisce che non se ne discute e che vengono affossati. Sono più importanti le dichiarazioni di Marina Berlusconi contro Roberto Saviano e l’Inter di Leonardo.

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