Quel che fa più tristezza è il modo in cui lo difendono ancora, nonostante le evidenze, nonostante una realtà incontrovertibile. Nessuno che abbia il coraggio di esprimere i suoi dubbi, i suoi giudizi. Nessuno che abbia un minimo di senso dello Stato. Un rimasuglio di amor proprio, un’ombra di patriottismo. È l’Italia dei Don Abbondio che sta dando il peggio di sé: paurosa, cagasotto, tremebonda. L’Italia che si fa i fatti suoi senza pensare, magari solo per un attimo, al bene collettivo. L’Italia che abbassa la testa e fa finta di non vedere, di non capire. Che preferisce passare per stupida piuttosto che dimostrare un briciolo di coraggio, il giorno giusto, per la cosa giusta.

E fa ancora più pena che a rappresentare questa Italia odiosa, incivile, viscida siano quelli che per anni si sono riempiti la bocca di valori altisonanti, inamovibili, tutti d’un pezzo. Quelli che parlano di moralità, di etica, di onestà. Di decoro. Di onore. Quelli che tirano in ballo il coraggio degli eroi. Quelli che nelle loro feste blateravano di uomini liberi e differenziati, di élite, di gerarchia. Quelli che mandano i loro militanti a ricordare ragazzi morti trent’anni fa e oggi non hanno il decoro civile di dire una parola, una sola parola, di fronte allo scempio di una nazione.

Fa rabbia una destra che, quando serve un gesto vero, si ritrova a raccogliere le briciole alla tavola del potente, in attesa di tempi migliori, in attesa che passi la bufera. Una destra che difende gli uomini dello stato solo quando non serve. Deputati, giornalisti, militanti, burocrati di partito, ministri che di solito fanno la voce grossa, e poi diventano muti quando una loro parola potrebbe salvare l’Italia dal fango.

Una destra cresciuta con l’esaltazione del gesto eroico che si ritrova unita nel difendere l’indifendibile. Codarda. Che rimane in silenzio senza vergognarsi. Che si volta dall’altra parte di fronte all’inguardabile. Che tradisce – questa volta il termine è quello giusto – tutto quello che ha detto e continua a dire per farsi bella di fronte alla storia. Ma è solo un trucco. Solo la maschera di poveri uomini senza destino.

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