Cosa passasse per la testa di Yoko Ono, se lo sono cominciato a chiedere 40 anni fa milioni di fans dei Beatles, dando ognuno una sua  risposta che alla fine non divergeva troppo dalle altre: era lei l’artefice della distruzione del quartetto di Liverpool.

Cosa invece le sia passato per la testa pochi giorni fa resta un mistero.

La sua performance vocale in diretta al Museo d’Arte Moderna più famoso al mondo: il Moma di New York ha lasciato sconcertati e attoniti.

I contatti su you tube si sono moltiplicati esponenzialmente con il diffondersi della notizia.

E’ indubbio che per “arte contemporanea” si possa ormai spacciar di tutto, spesso è sufficiente un buon estensore di catalogo e un agguerrito ufficio stampa per far passare sotto la dicitura “arte” incompiute clamorose o pneumatici vuoti mentali.

Ma questi  tre minuti di Yoko Ono: “Voice piece for soprano wish tree” un urlo modulato su varie frequenze tra orgasmo e disperazione, rimarranno difficili da decifrare.

Qualcuno l’ha definita la sua ennesima eccentricità, altri il modo per pubblicizzare il suo nuovo spettacolo, per altri era il suo urlo contro il muro, il vento e il cielo e infine per alcuni il suo modo per ricordare i 70 anni di John Lennon.

Che magari questo non se lo meritava.

E a proposito di indecifrabilità di alcune performance artistiche, vale la pena rivedere queste immagini:

‘Il concerto di musica contemporanea’


E ‘La visita alla Biennale’

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