Dagli Epstein Files al caso Minetti: quando il potere si ammanta di moralità e nasconde lo sfruttamento
La natura essenziale dell’essere umano è egoistica e prevaricatrice. Non è l’unica, certo, ma credo sia quella fondante. Il filosofo Nietzsche la definiva “volontà di potenza”, scrivendo che “la vita è essenzialmente appropriazione, violazione, sopraffazione di tutto quanto è estraneo e più debole […] Lo sfruttamento non compete a una società guasta oppure imperfetta e primitiva: esso concerne l’essenza del vivente […] è una conseguenza di quella caratteristica volontà di potenza che è, appunto, la volontà della vita” (Al di là del bene e del male § 259, 1886).
Pochi decenni dopo – si era già entrati nel XX secolo – Sigmund Freud rinforzava il discorso su un piano psicologico: “Una parte di vero dietro a tutto questo c’è, anche se sovente non viene riconosciuta, ed è che l’uomo non è una creatura mansueta, bisognosa d’amore, capace al massimo di difendersi quando è attaccata; è vero invece che occorre attribuire al suo corredo pulsionale anche una buona dose di aggressività. Ne segue che egli vede nel prossimo non soltanto un eventuale soccorritore e oggetto sessuale, ma anche un oggetto su cui può magari sempre sfogare la propria aggressività, sfruttarne la forza lavorativa senza ricompensarlo, abusarne sessualmente senza il suo consenso, sostituirsi a lui nel possesso dei suoi beni, umiliarlo, farlo soffrire, torturarlo e ucciderlo. Homo homini lupus, chi ha il coraggio di contestare questa affermazione dopo tutte le esperienze della vita e della storia” (Il disagio della civiltà, 1929).
L’Occidente cristiano e liberale è stata forse la civiltà che più e meglio ha saputo nascondere la radice malefica dell’umano, perlopiù sotto a un tappeto di ipocrisia, valori morali altissimi e soprattutto una retorica umanitaria per cui è necessario esportare la democrazia, il libero mercato, la pace o, in tempi passati, il vero Dio presso tutte quelle terre ed etnie che ne sono sprovviste. Il paese capostipite della democrazia occidentale, gli Stati Uniti, è stato anche quello fin dall’inizio più enfatico in tale operazione di falso moralismo umanitario: nacque lì, infatti, la teoria del “destino manifesto”, intendendo con ciò la missione che Dio in persona gli aveva conferito di educare e civilizzare le altre nazioni, al prezzo spiacevole ma necessario di doverle anche sottomettere e sfruttare.
I paesi alleati degli Usa, fra cui ovviamente l’Italia, sono stati assai disciplinati nel magnificare l’opera purificatrice del grande alleato e nascondere sotto al tappeto la polvere della violenza prevaricatrice. Ciò fino a che – nel tempo attuale – i bambini bullizzati sono diventati gli stessi alleati del grande impero americano. Sostanzialmente in nome del profitto economico e della potenza militare.
Potenza e denaro sono sempre stati gli obiettivi più o meno evidenti dei prevaricatori nella Storia. Mentre a restare più nell’ombra era un terzo elemento: lo sfruttamento sessuale dei più deboli. Che sempre c’è stato ma che andava nascosto meglio, perché decisamente incompatibile con gli altissimi valori umanitari di cui ci si ammantava.
Ora, sono molteplici gli elementi che mostrano come sia finito quel mondo – almeno a partire dal 1989 – in cui gli Usa potevano bullizzare impunemente le altre civiltà extra-occidentali con l’appoggio delle sue colonie obbedienti – fra cui l’Italia, è bene ribadirlo – fintantoché beneficiarie di fette più piccole della torta, oltre che della protezione del grande bullo. Ma quello che credo sia più interessante, anche perché rivelatore di molteplici aspetti, è proprio l’elemento sessuale. Quello, per intendersi, che sta emergendo con gli Epstein files, macrocosmo di cui il bunga-bunga berlusconiano ha rappresentato una versione in piccolo, al netto della medesima vergogna.
Come vergognoso si è rivelato il caso della signora Minetti, gestrice delle ragazze anche minorenni da portare a Berlusconi, per questo fatta eleggere consigliera regionale e oggi beneficiaria di una tanto clamorosa quanto controversa grazia concessa dal Presidente Mattarella. Per inciso – e qui sembra chiudersi il cerchio – compagna di un signore di cui sono provati i rapporti con Epstein e che è molto fortemente sospettato di gestire un business sessuale in cui, ancora una volta, potrebbero essere coinvolti minorenni. A scoprire la vicenda e a decidere di approfondire è stato – nel silenzio assordante di tutti gli altri organi di “informazione” – Il Fatto Quotidiano. Attaccato ferocemente perché – al di là delle tante verità che ha scoperto (ma a chi interessa la verità nell’epoca del virtuale?!) – accusato di contribuire così facendo a un fantomatico piano contro Mattarella, per dio solo sa quali disegni politici futuri.
Fra i tanti attacchi, ha attirato la mia attenzione quello di Piero Sansonetti, direttore de L’Unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci e storicamente rappresentativo della Sinistra che dovrebbe difendere i deboli. Mi è venuto in mente che, a quanto descritto sopra da Nietzsche e Freud, andrebbe aggiunto quanto ci ha insegnato Marx: cioè che la volontà di potenza insita nell’uomo è tanto più libera di sfogarsi impunemente, quanto più sono sbilanciati i rapporti di forza tra i pochi ricchi e potenti e la grande massa di popolazione sfruttata da quelli.
Ecco, quando a governare è un potere che si ammanta di retorica enfatica ma vuota, può succedere che ai primi (ricchi e potenti) venga data la grazia, nello stesso tempo in cui ai secondi si infligge il colpo di grazia. Col benestare di chi dovrebbe preservare la Repubblica, la Patria, il Popolo, i Lavoratori e sempre Dio solo sa quale altro altissimo valore ormai svuotato dalla moralità marcia di una classe dirigente capace di rappresentare soltanto il peggio dell’umanità.