Per la legge data morta nonostante promesse e annunci, ora si apre un debole spiraglio: là dove lo sciopero della fame non dovesse arrivare, potrebbero essere ancora una volta i verdiniani a salvare la situazione. “E me lo chiedete pure? Certo che voterò lo Ius soli“. E’ stato proprio il senatore di Ala Lucio Barani a Repubblica a dare l’annuncio che si potrebbe riaprire la partita. “In politica mi considero un docente universitario di diritti umani”, ha detto il parlamentare diventato famoso due anni fa per aver mimato il sesso orale in Aula rivolto alla senatrice grillina Barbara Lezzi. Subito il verdiniano è stato sostenuto dal collega e giornalista Riccardo Mazzoni: “Tutti dicono che puzziamo ma alla fine il gruppo di Ala è il campione dei diritti civili (vedi l’appoggio alle unioni civili ndr)”. Niente di così facile, sia chiaro. “Barani ha rilasciato un’intervista in cui parla per sé”, si è affrettato a dire a Radio Cusano Campus Vincenzo D’Anna, senatore di Ala. “Io ho ancora delle perplessità”. Chi dice, sempre a Repubblica, che sta lavorando in silenzio e non ha perso le speranze in merito è il capogruppo Pd Luigi Zanda: “Non ho mollato, continuo a essere ottimista”. Su La Stampa oggi si ipotizza addirittura che ci siano delle manovre per far uscire gli alfaniani di Area popolare dall’Aula al momento del voto: tutte opzioni smentite categoricamente oggi dal coordinatore Lupi. Sempre Repubblica fa i conti: 157 sarebbero quelli che per il momento potrebbero essere a favore (Pd, Mdp, Sinistra italiana, Campo progressista e Autonomie) con 6 incerti e 157 contrari. Per far passare il testo servono 160 voti, traguardo per ora sempre considerato irraggiungibile.

Il ddl Ius soli sembrava ormai affossato definitivamente quando, nei giorni scorsi, erano arrivati i passi indietro degli alfaniani, ma soprattutto della sottosegretaria dem Maria Elena Boschi che di fatto ha rimandato il pacchetto alla prossima legislatura. Di fronte alla chiusura della faccenda, due reazioni eccellenti, quella del presidente del Senato Pietro Grasso e quella del ministro dei Trasporti Graziano Delrio, hanno rimesso tutto in discussione. Proprio per iniziativa del ministro e un tempo braccio destro di Matteo Renzi, i parlamentari a favore dello Ius soli (Rosy Bindi l’ultima adesione) hanno iniziato uno sciopero della fame a staffetta per cercare di sensibilizzare sul tema. Anche se poi lo stesso Delrio ha dichiarato: “Se poi non ce la facciamo, amen…”.

Intanto, per quello che può servire, il verdiniano Barani ha dato la sua parola. “Certo che voterò lo Ius soli, e con me quasi tutto il gruppo, se finalmente avranno il coraggio di portare in Aula quella benedetta legge. Sì, anche qui al Senato. Io sono di cultura socialista, non scherziamo. Guardi, io di mestiere sarei medico. Ma in politica mi considero un docente universitario di diritti umani. Qui al Senato posso dare lezioni in materia. Altro che d’accordo sulla legge sullo Ius soli, molto di più. Denis è un vecchio repubblicano, non è certo un populista”. Barani va oltre e al giornalista che gli ricorda le critiche al provvedimento replica: “Falsa propaganda di quei volgari esseri della Lega, roba da far ribaltare nella tomba Nenni, Craxi, pertini, la legge non regala affatto la cittadinanza agli immigrati, ma la riconosce ai giovani che in Italia sono nati e comunque vivono da anni, con genitori che regolarmente lavorano, il resto sono basse mistificazioni”.

Il collega D’Anna invece è stato molto più tiepido: “Noi verdiniani non ne abbiamo ancora discusso. Siamo un piccolo gruppo, ognuno si autodetermina anche se in genere usciamo sempre compatti perché discutiamo dell’argomento. Dello Ius soli non abbiamo ancora parlato. Noi non stiamo affrontando l’argomento dello Ius soli in un momento in cui non siamo afflitti dall’immigrazione di massa, tensioni di carattere xenofobo, speculazioni di parte nell’imminenza di una campagna elettorale. Il voto sullo Ius soli al di là della bontà o meno del disegno di legge, riverbera tutta una serie di altre conseguenze che sono estranee alla legge. Se lo Ius Soli lo stessimo votando senza avere questa polemica su questa invasione di immigrati, e io sono per l’accoglienza, sarebbe tutto un altro discorso. Alcuni partiti politici fanno la propria campagna elettorale sulla xenofobia. Votare lo Ius soli oggi significa dare fiato alle trombe dei Salvini e degli xenofobi”.

Di sicuro non ci sarà, almeno per il momento, un appoggio di Area popolare. “Non usciremo dall’Aula per favorire l’approvazione dello Ius soli”, ha dichiarato la portavoce nazionale Valentina Castaldini. “Le ricostruzioni sulla stampa sono pura fantasia. Lo Ius soli non è la priorità in questo momento e non fa parte del programma del governo. Ora è necessario concentrarsi sulla Legge di stabilità per dare un’opportunità a famiglie e imprese. La cittadinanza è l’inizio di un percorso non un punto di arrivo. Per questo sono necessarie una serie di modifiche che avevamo già chiesto quando abbiamo votato il provvedimento in prima lettura alla Camera”.