Da pochi giorni aveva deciso di collaborare con la procura distrettuale di Catania. Lui, figlio del boss. E così il paese, Adrano, in provincia di Catania, si è riempito di finti necrologi che annunciano i suoi funerali, nonostante lui sia vivo. La minaccia è esplicita: parli con gli inquirenti, sei un uomo morto.

Valerio Rosano, 26 anni, è il figlio del più noto Vincenzo, ex capo del clan mafioso Rosano-Pipituni, e fratello di Francesco, coinvolto in un’inchiesta su droga e rapine. Vincenzo Rosano, arrestato nel 2009, è stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Lo stesso Valerio è finito in manette nel 2014 e deve scontare una pena di 14 anni di reclusione per droga nell’ambito dell’inchiesta “Binario Morto”, che ha svelato un ingente traffico di cocaina ed eroina ad Adrano. Da un paio di settimane il 26enne aveva deciso di rendere spontanee dichiarazioni alla Procura distrettuale di Catania.

I finti necrologi – apparsi ieri, 26 settembre, poi rimossi e sequestrati nella notte dalla polizia – annunciano la morte di Valerio Rosano e spiegano che i funerali si terranno “nella chiesa Via della Regione, il giorno 27 settembre alle ore 16.30″. In quella strada non c’è alcuna chiesa, bensì la sede del commissariato della polizia di Stato.

L’ipotesi più accreditata dalla magistratura è che sia stata la stessa famiglia Rosano ad affiggere i manifesti listati a lutto in giro per Adrano per prendere le distanze dal 26enne collaboratore di giustizia. Sull’episodio sta indagando la squadra mobile della Questura.