Biro, matite e temperini. Ma anche fogli da disegno, righelli e calcolatrici. Sono gli oggetti raccolti nei giorni scorsi da Coop Italia e da oltre 400 associazioni territoriali per dare un sostegno a quei bambini che vanno a scuola senza il materiale necessario e un aiuto alle famiglie italiane che, sempre di più, faticano a sostenere le spese scolastiche. “Percepiamo quotidianamente le difficoltà delle famiglie – spiega Silvia Mastagni, capo ufficio stampa di Coop Italia – fino a qualche anno fa i nostri uffici che si occupano di sociale investivano risorse per la raccolta di beni primari, ma negli ultimi anni ci siamo resi conto che ci sono genitori che faticano a farsi carico delle spese per il kit scolastico”.

Da qui l’idea di avviare una sorta di piattaforma di scambio con le realtà locali, come la Caritas, per dare un contributo reale a chi non arriva a fine mese. L’iniziativa che va sotto il nome di “Dona la spesa”, si è svolta in 317 punti vendita di Coop Liguria, Lombardia, Nova Coop (Piemonte) e Coop Alleanza 3.0 (la cui rete di vendita è presente dal Friuli fino alla Puglia, come in Sicilia, Campania e Lazio). “E’ ancora presto – spiegano dagli uffici di Coop Italia – per avere un consuntivo puntuale dei risultati raggiunti, ma sulla base degli esiti dello scorso anno, possiamo stimare circa 600mila articoli raccolti”, tutto materiale scolastico che andrà ai bambini e che sarà distribuito direttamente dalle associazioni partner della Coop in questa operazione.

La situazione di difficoltà ad affrontare le spese scolastiche la conosce benissimo anche il direttore della Caritas di Crema che, come tante altre realtà, ha aderito alla proposta. Fino allo scorso anno era la stessa struttura diocesana a occuparsi della raccolta di righelli, libri e quaderni per i bambini. La proposta arrivata dalla Coop ha trovato la mano tesa di don Francesco Gipponi che nei giorni scorsi, attraverso i suoi operatori, ha raccolto materiale per oltre cento famiglie cremasche: “Attraverso i nostri centri di ascolto che monitorano le esigenze sul territorio, abbiamo la fotografia delle necessità delle famiglie. Ormai non c’è distinzione tra migranti e italiani, tra occupati e disoccupati. Ci sono genitori che non riescono a sostenere le spese con uno stipendio di 700-800 euro. Spesso abbiamo a che fare con famiglie numerose che non riescono a soddisfare i bisogni di più figli a scuola”.

Un problema nato in questi ultimi anni con i tagli ai fondi d’istituto: “Oggi gli istituti chiedono di portare anche la carta igienica. Se una volta era lo Stato che si preoccupava di fornire alle famiglie anche il materiale didattico, oggi sono realtà come le nostre a rispondere a queste nuove povertà”. L’acquisto dei libri è la spesa che più preoccupa le famiglie intervistate dall’Osservatorio Prodeitalia. Nel caso delle scuole elementari invece, per il 72% dei genitori i problemi sono il corredo scolastico, zaini, diari, astucci, specialmente se di marca. Ci sono poi le famiglie che dichiarano di aver pagato almeno una volta in ritardo la retta per la mensa scolastica e, in generale, una su tre ha difficoltà a sostenere le spese scolastiche e a pagare le rate. Non manca infine chi lo scorso anno ha rinunciato a presentare la domanda per i servizi scolastici integrativi, come lo scuolabus o il corso di disegno.