Barbero lancia la petizione contro le nuove indicazioni: “’I Promessi sposi’ rimangano nel biennio delle superiori”
“I ‘Promessi Sposi‘ non devono essere spostati al quarto anno delle superiori, ma restare al biennio”. Parola di Alessandro Barbero. Lo storico dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale scende in campo a difesa dell’opera di Alessandro Manzoni e dei tanti insegnanti che non ne vogliono sapere di rinviare la lettura del noto testo al penultimo anno della secondaria di secondo grado, come suggerito dalle indicazioni per i licei presentate da Loredana Perla, pedagogista, direttore del dipartimento di Scienze della formazione, psicologia, comunicazione dell’Università di Bari e presidente della Commissione di studio incaricata di rivedere i programmi scolastici.
Barbero, dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla scelta proposta dalla Commissione, ha deciso di lanciare una petizione con i professori Roberto Bizzocchi dell’Università degli Studi di Pisa, Pierantonio Frare della Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Giuseppe Polimeni dell’Università degli Studi di Milano. Il tutto nasce dalle frasi riportate nelle Indicazioni nazionali pubblicate sul sito del dicastero di viale Trastevere: “Quanto a Manzoni – cita il documento – è debito ricordare che I promessi sposi entrano nei programmi scolastici negli anni Settanta dell’Ottocento perché si vuole affiancare ai modelli di prosa tre e cinquecenteschi un ‘classico contemporaneo’. Com’è evidente, I promessi sposi non sono più un ‘classico contemporaneo’. Al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico (per esempio quelli elencati nelle righe precedenti), rimandando la lettura dei Promessi sposi, in forma integrale o per brani, al quarto anno del percorso di studio, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni”.
Una riflessione che ha suscitato le perplessità di centinaia di docenti ma anche un vero e proprio scontro culturale sui social: su TikTok gli hashtag #viaipromessisposi o #manzonibasta hanno raccolto migliaia di commenti. Il ministro Giuseppe Valditara che – ha sempre sostenuto le scelte della commissione – immediatamente ha messo le mani avanti e a “La Repubblica” ha precisato: “Voglio chiarire che si tratta di affermazioni e di una proposta che, non portando la mia firma, non mi possono essere riferite. Sono riflessioni di un gruppo di lavoro coordinato dal professore Claudio Giunta, senz’altro rispettabili e che non intendono affatto svalutare l’importanza dell’opera manzoniana, ma che non necessariamente condivido. Ho espressamente voluto evitare qualsiasi commento in occasione della conclusione dei lavori della Commissione lasciando che sulle sue proposte si aprisse una discussione non pregiudizialmente condizionata. Vi è l’occasione di avviare sulla scuola un confronto culturalmente alto che superi i tecnicismi quotidiani. Sarà solo al termine di questo confronto che saranno assunte le nuove Indicazioni”.
A difendere il lavoro di Giunta ci ha pensato la presidente Perla che gode della piena fiducia del ministro: “Nessuno ha pensato di eliminare i “Promessi sposi”. Le critiche ad alzo zero che hanno investito in questi giorni le nuove Indicazioni nazionali per i licei sono destituite di fondamento. Si è fatta una rappresentazione distorta del lavoro della Commissione. Non si è mai discusso di eliminare l’opera di Manzoni, ma di riflettere sulla sua più efficace collocazione didattica. La sfida è evitare sia la musealizzazione sia la banalizzazione di un classico insuperabile”, ha detto a “Italia Oggi”. Affermazioni che non sono bastate a fermare Barbero che nella petizione scrive: “Riteniamo che mantenere ferma e costante la lettura, non necessariamente integrale, ma molto ampia, dei Promessi sposi al secondo anno del primo biennio dei licei sia ancora la scelta più ragionevole e più coerente con il numero delle ore a disposizione dell’insegnante di Lettere”.
“Si dice che ‘I promessi sposi’ risultano sempre meno comprensibili ai giovanissimi: non crediamo che lo siano meno dei testi della letteratura delle origini che le Indicazioni Nazionali introducono nello stesso secondo anno scolastico. Con la differenza che i temi sollevati dai “Promessi sposi” – la ricerca della giustizia, la soluzione delle controversie senza il ricorso alla violenza, la critica coraggiosa al potere, la libertà di scegliere la persona da amare – sono temi che continuano a farne un classico anche per il nostro tempo”. Una conclusione a cui lo storico arriva spiegando che al quarto anno sarebbe troppo poco il tempo dedicato a Manzoni dovendo affrontare altri autori. Un appello a cui Valditara che si è sentito tirare la giacchetta dal professore, ha risposto su “Il Corriere della Sera”, ringraziando gli storici senza scomporsi più di tanto: “Mi piacerebbe che si aprisse un grande dibattito culturale sulle intere Indicazioni”.