Da Parigi a Siviglia: studenti di quinto organizzano le gite da soli. L’idea dei liceali di Bologna per aggirare i tetti di spesa
Addio alla gita di quinta superiore con i professori. Gli studenti vanno a Parigi, Vienna o a Madrid da soli, risparmiando anche qualche soldo. Nell’epoca dei tetti di spesa stringenti imposti dal ministero dell’Istruzione e del Merito in coordinamento con l’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione), i ragazzi si auto-organizzano.
È accaduto al liceo “Sabin” di Bologna dove la quinta P ha deciso di archiviare la proposta della scuola che per rimanere nel limite imposto (140mila euro) aveva proposto agli allievi un viaggio più vicino. La questione è stata affrontata in consiglio di istituto, nei consigli di classe e con la dirigente scolastica che ha spiegato agli studenti i vincoli cui è sottoposto l’istituto. A quel punto i giovani hanno deciso di fare da soli. Si sono incontrati, hanno democraticamente scelto Parigi e grazie ai voli low cost e alle loro competenze, sono riusciti a raggiungere l’obiettivo.
Qualcuno si è occupato di individuare gli appartamenti dove dormire, altri hanno studiato l’itinerario, prevedendo tappe culturali come se fossero partiti con i loro docenti: Tour Eiffel, Museo d’Orsay, chiaramente il Louvre e persino una crociera sulla Senna. Nulla di impossibile per dei maggiorenni che, ormai, sono abituati a viaggiare anche senza mamma e papà.
L’esempio della quinta P è stato seguito anche da altre sei classi del “Sabin” che hanno optato per Barcellona, Valencia e Siviglia. “Sul registro – ci assicura la preside Rossella Fabbri, contattata da IlFattoquotidiano.it – sono stati segnati come assenti ma è chiaro che in sede di scrutinio valuteremo il caso con buon senso e responsabilità”.
D’altro canto la dirigente ha dovuto fare i conti con il fatto che le scuole, quest’anno, possono affidare l’organizzazione della gita direttamente a un operatore senza dover indire una gara pubblica con il limite fino a 140mila euro. “Abbiamo affrontato – ci racconta la preside – la questione in consiglio d’istituto. Contiamo 75 classi e 60mila euro dei 140 sono opzionati per il liceo sportivo che deve svolgere delle gare che devono obbligatoriamente svolgere in montagna o in altri luoghi. Sui viaggi d’istruzione non ci sono fondi a disposizione e se li abbiamo vanno comunque adoperati in base all’Isee delle famiglie. Per fortuna dall’anno prossimo la situazione dovrebbe cambiare”.
Stiamo parlando di una sorta di partita di giro: sono i genitori a pagare i viaggi d’istruzione ma le scuole che hanno il compito di fare gli acquisti (bus, hotel etc) non possono superare la cifra fissata. Un ulteriore ostacolo per il settore amministrativo degli istituti. “Chiaramente noi non abbiamo proposto ai nostri studenti di andare da soli ma non possiamo nemmeno impedire a dei maggiorenni di organizzarsi come vogliono”, aggiunge la preside.