Cinque addetti alla sicurezza sono stati fermati per la morte di un uomo di 50 anni, trovato agonizzante nel parcheggio della discoteca San Salvador in zona Eur, nella parte sud di Roma e deceduto poco dopo. L’accusa per i buttafuori è di omicidio volontario. Stando ad una prima ricostruzione, tutto è nato per degli apprezzamenti che l’uomo ha fatto all’interno del locale nei confronti di una ragazza, da cui sarebbe scaturita una rissa.

Giuseppe Galvagno, un imprenditore originario di Catania ma residente a Roma, è stato trovato agonizzante, incosciente e con evidenti segni di una colluttazione. Rintracciato nel parcheggio della discoteca di viale dell’Oceano Atlantico, l’uomo è morto poco dopo. La scoperta è avvenuta intorno all’una e trenta circa del 3 settembre. Il 50enne è stato soccorso mentre era a terra nel parcheggio del locale dove aveva trascorso la serata insieme alla compagna, un’infermiera di un ospedale della Capitale. A dare l’allarme è stata proprio lei. Dopo averlo trovato riverso a terra nel parcheggio è stata chiamata l’ambulanza. Gli operatori del 118 hanno cercato di rianimarlo e poi lo hanno trasportato in ospedale, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare la morte del 50enne. L’uomo gestiva un B&B a Roma in zona San Giovanni e avrebbe compiuto 50 anni a dicembre.

Secondo una prima ricostruzione Galvano si trovava insieme alla compagna per passare la serata in discoteca. Poi, il 50enne ha fatto degli apprezzamenti a un’altra donna o, forse, l’ha urtata.  Da qui sarebbe nata una lite con il compagno. Così Galvagno è stato cacciato dal locale da due buttafuori. A quanto ricostruito dagli investigatori, all’esterno della discoteca sono arrivati altri tre addetti alla sicurezza e in 5 lo avrebbero pestato colpendolo a calci e pugni. La compagna 45enne della vittima, si era allontanata per andare a prendere la macchina. Quando è tornata davanti al locale non c’era più. Poco dopo l’ha trovato agonizzante nel parcheggio.

Adesso, sarà l’autopsia a chiarire se Galvagno è effettivamente morto in conseguenza del pestaggio dei cinque buttafuori. Sulla vicenda indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Roma e della compagnia dell’Eur che hanno ascoltato diversi testimoni per ricostruire con esattezza l’accaduto e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza. Il pm dopo aver ascoltato le persone presenti, la donna che era in compagnia di Galvagno e gli stessi addetti alla sicurezza, ha deciso di emettere un decreto di fermo nei confronti dei cinque buttafuori. L’inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Eleonora Fini in coordinamento del procuratore aggiunto Maria Monteleone.