La lite in strada tra un migrante eritreo e alcuni ragazzini per motivi banali si era trasformata in periferia a Roma in una spedizione punitiva degli abitanti del quartiere Tiburtino III contro un centro di accoglienza della Croce rossa in via del Frantonio. E ad avere la peggio era stato l’immigrato, accoltellato alla schiena e ricoverato con una prognosi di 30 giorni.

A pochi giorni dal tentativo di assedio da parte dei residenti, la procura ha iniziato a far luce sulla dinamica di quella notte e ha iscritto nel registro degli indagati, per lesioni aggravate dall’uso di arma, la donna 40enne, zia di uno dei ragazzini che avevano raccontato di essere stati importunati dall’eritreo, che martedì scorso per prima era andata a cercare l’uomo nel centro d’accoglienza per vendicare il presunto lancio di sassi contro il nipote. L’iscrizione è avvenuta oggi sulla base di una informativa dei carabinieri che fa riferimento ad una colluttazione tra la residente del Tiburtino e il migrante rimasto ferito dopo essere stato colpito con un oggetto contundente.

La notte di tensione era iniziata dopo che alcuni bambini italiani tra i 7 e i 12 anni aveva avvisato la donna di avuto un diverbio in strada con l’eritreo, un quarantenne notato spesso a raccogliere cicche di sigarette. “Una brava persona”, racconta chi lo conosce. A questo punto i racconti divergono: la donna sarebbe entrata nel viale che conduce al centro per chiedere spiegazioni, ma sarebbe stata circondata da una cinquantina di migranti e minacciata. “Ho avuto paura di morire”, aveva detto mostrando i lividi.

La residente aveva denunciato di essere stata sequestrata per oltre un’ora dai migranti in un vialetto a ridosso del centro, chiuso da due cancelli. Alcuni cittadini raccontano di averla tirata fuori a forza assieme al figlio. Una storia che però smentita dagli investigatori, dalla Cri e da alcuni testimoni. E sia la polizia che la Croce Rossa sostengono anche la donna sarebbe arrivata al centro già “scortata” da diversi residenti della zona.

Il pm Alberto Galanti ha incaricato un medico legale di accertare l’attuale stato di salute dell’eritreo. L’uomo, 40 anni, è stato ferito alla schiena, ed è stato ricoverato in ospedale con una iniziale prognosi di 30 giorni. Nei giorni scorsi ha negato di aver lanciato sassi contro i bambini che erano in strada, figli e nipoti della donna ora indagata.