L’orsa Kj2 artefice, secondo la provincia di Trento, di due aggressioni all’uomo tra cui un 70enne il 22 luglio scorso, è stata abbattuta.

Con estrema serenità e grande decisione, il presidente della provincia di Trento Ugo Rossi ha decretato la sentenza di morte proprio il 22 luglio scorso, emanando un’ordinanza di cattura e/o abbattimento dell’animale considerato pericoloso.

Nella serata di sabato 13 agosto la caccia ha avuto esito “positivo” per i forestali provinciali che sono riusciti ad applicare la pena alla malcapitata mamma orsa. La cosa più disgustosa, aldilà ovviamente della morte inutile di un animale, reo solo di aver seguito madre natura, è proprio la grande superficialità e il disprezzo verso la vita naturale con la quale questa classe politica trentina si presenta.

Nell’intervista, il presidente Rossi dichiara seraficamente che l’animale era pericoloso e andava abbattuto. Perché non procedere per gradi, pensando magari alla cattura e messa in cattività dell’animale, probabilmente nessuno lo saprà mai, vista la tendenza alla scarsa trasparenza da parte di questa giunta provinciale, come denunciato in molti casi da altre forze politiche. L’attuale governo provinciale, formato da Pd – Upt – Patt con l’appoggio esterno di Verdi e Italia dei Valori non è sicuramente in grado di governare progetti come Life Ursus, lasciato allo sbando e in balìa di se stesso negli ultimi anni. Regolarmente, negli ultimi anni, si presenta qualche fatto di aggressione intimidatoria di una mamma orsa nei confronti di un passante sprovveduto che magari gira nei boschi con il cane libero rappresentando per lei e per i suoi cuccioli una minaccia. La reazione non può che essere da madre: la protezione dei piccoli. La gente locale è impreparata sul tema, la politica è superficiale e interviene solamente con la mannaia, senza preparare la cittadinanza alla convivenza con l’orso, ormai definitiva e incontrovertibile. Non esistono programmi educativi nelle scuole, non esistono incontri formativi per la cittadinanza, ma solo provvedimenti estremi all’occorrenza.

Mi viene ancor di più da piangere, se penso che il partito “ambientalista” dei Verdi sostiene questa maggioranza, ma poi per voce di Luana Zanella, un’esponente nazionale, dichiara di voler denunciare il presidente Rossi. Già, perché probabilmente i Verdi locali sono al mare o in montagna e non hanno più tempo per intervenire direttamente. Da una parte sostengono la politica di Rossi e dall’altra lo denunciano. Era già accaduto con Daniza, lo posso testimoniare direttamente, poiché firmai personalmente l’esposto in Procura, come allora rappresentante dei Verdi. Pure allora però, nessuna volontà di rompere i legami con questa politica anti-ambientalista. Pure allora, nonostante avessi chiesto di fare un’attenta analisi dell’operato provinciale, la maggioranza del movimento aveva deciso di restare a fianco della giunta (in realtà anche questo tipo di politica interna ai Verdi è stato uno dei principali motivi per i quali li ho lasciati).

Rimane un fatto: mamma orsa Kj2 è stata barbaramente uccisa per aver voluto tutelare, secondo l’istinto, la propria prole, dall’uomo; quell’uomo che continua ad interpretare la sua presenza sulla terra come divina, senza peraltro ricordarsi che il bosco è l’habitat naturale degli animali, non dell’uomo stesso e che siamo noi a invadere questi spazi.

Certamente, il bosco possiamo viverlo, attraversarlo, ma con il massimo rispetto della diversità biologica che lo abita, entrando come ospiti, non come padroni assoluti. So già che ci sono moltissime persone che mi diranno che i boschi devono essere sicuri, che se si passeggia non è possibile venire aggrediti da un orso; ebbene, a queste persone dico che stanno proprio sbagliando la visione della vita. Il bosco appartiene a madre natura, quindi a tutti gli essere viventi e non è un nostro diritto entrarvi senza rispettarne le regole; regole dettate dalla natura e non quelle arbitrarie dell’uomo, tese solo a tutelare i propri comodi e i propri interessi economici.

Quanto alla politica trentina temo che gli ambientalisti trentini finiranno il loro periodo di peraltro già scarsissima visibilità perché, sulla carta, mettono i principi della salvaguardia della biodiversità in cima alla lista, ma poi nella pratica sostengono chi calpesta e distrugge questa biodiversità.

Le elezioni provinciali sono molto vicine e un’altra razza è in via di seria estinzione: quella dei politici incoerenti con i loro cartelli elettorali ambientalisti. E, davanti a questa inesorabile estinzione, non mi resta altro che continuare a piangere per l’infinita tristezza.

Ah, scusate…le lacrime sono solo per mamma orsa.