Gli alberi non sono un ornamento per le città ma un’infrastruttura strategica
di Carmelo Zaccaria
L’ostacolo più arduo da superare per riuscire ad invertire gli effetti devastanti del riscaldamento climatico è quello di convincere gli amministratori locali dell’urgenza di cambiare rotta nella scelta degli investimenti infrastrutturali da realizzare. Spingerli a considerare la sostenibilità dei territori non come un onere burocratico, ma come un indifferibile traguardo da raggiungere, e al più presto; persuaderli che per stimolare l’attività verde occorre un nuovo approccio basato sulla consapevolezza del valore strategico della forestazione urbana. Loro, più di altri, stanno in mezzo al problema.
Se, ad esempio, piantare un albero significa sostenere un costo particolarmente rilevante, affermazione senz’altro condivisibile, bisogna che ora inizino a chiedersi: costa troppo rispetto a che cosa? Perché se l’obiettivo finale è quello di creare una società a basso impatto climatico non esiste al mondo un investimento meno costoso e più produttivo di mettere a dimora un albero, che rimane l’unico dispositivo di raffreddamento passivo capace di abbattere la temperatura a costo zero, (secondo i dati scientifici di Enea le alberature urbane abbattono la temperatura fino a 5° gradi), soprattutto se confrontato con il costo di un condizionatore per ogni classe scolastica o con marciapiedi perfetti che però non fanno respirare il suolo, sprigionando terrificanti isole di calore. Gli alberi dunque non vanno pensati come un ornamento, ma come un investimento alternativo efficiente, economico e redditizio che ravviva e protegge l’ecosistema, umanizza e valorizza il proprio territorio. Se invece la finalità è quella di rattoppare una stradina con nuovo asfalto o preferire segare gli alberi di un marciapiede piuttosto che risistemare le tubature sotterranee che nuocciono alle sue radici, allora l’obiettivo diventa un altro, e piantare un albero, in quel caso, diventa costosissimo.
In economia ogni volta che si prende una decisione finanziaria su come spendere i propri soldi, si rinuncia automaticamente ad un rendimento che si sarebbe potuto ottenere, ma che si è perso scegliendo un’altra opzione. Nel bilancio tradizionale di un Comune o di una Regione, asfaltare una strada o rifare un marciapiede viene considerata un’ottima allocazione del capitale (genera consenso immediato, è visibile, migliora il paese dal punto di vista estetico). Ma in una fase di clima impazzito, quel marciapiede o quella strada sono Asset deperibili: un’alluvione lampo o una bomba d’acqua distruggono l’asfalto in tre ore. Le ondate di calore a 45 gradi sciolgono il bitume e creano isole di calore invivibili trasformando persino un parco giochi in un deserto di plastica rovente dove i bambini non possono entrare da maggio a settembre. L’albero viene registrato in bilancio come una “Spesa di Consumo” (compro la pianta, pago l’operaio per innaffiarla, ho un’uscita di cassa), invece andrebbe classificato come una Infrastruttura Verde iscritta nella parte alta dell’attivo patrimoniale, cioè un’opera di natura pluriennale che aumenta il suo valore ogni anno che passa, man mano che la sua chioma cresce.
Un progetto che preveda lavori di costruzione di nuove infrastrutture, tipo piazze o monumenti, basate su standard termici obsoleti, renderebbe il paese temporaneamente ordinato e più bello, ma secondo un benchmark climatico avrebbe un rendimento negativo, perché al primo evento estremo l’infrastruttura si sgretolerebbe e quindi l’Ente pubblico dovrebbe spendere altri soldi per riattivarlo. Se non si calcola il rischio fisico del clima si finisce per accumulare un debito occulto enorme che inevitabilmente si lascerà in eredità ai cittadini. Ogni volta che un amministratore dice “non ci sono soldi per l’ambiente”, sta accendendo un mutuo a tassi usurai con il clima. La natura presenterà il conto dei mancati investimenti alternativi sotto forma di asfalto distrutto, condutture saltate e cittadini esausti. E quel conto andrà pagato subito, senza possibilità di rateizzazione.