Mille facce e mille versioni. Gabriele De Filippi, l’omicida reo confesso della sua ex docente Gloria Rosboch, in una dichiarazione spontanea ha deciso di scagionare quello che lui stesso aveva indicato come suo complice nel delitto dell’insegnante 49enne di Castellamonte scomparsa il 13 gennaio e ritrovata morta in un pozzo a Rivara, in provincia di Torino, il 19 febbraio. “Roberto Obert non c’entra, l’autore materiale del delitto sono io” ha messo a verbale il 22enne, per cui il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando ha chiesto l’ergastolo. Per quello che fino a poche ore fa era considerato il complice di De Filippi, invece, sono stati chiesti 20 anni di reclusione. Il processo riprenderà giovedì 6 luglio, quando sono in programma le discussioni delle difese. La sentenza, a quanto si apprende dal difensore di De Filippi, Giorgio Piazzese, è attesa a settembre.

Gloria Rosboch era sparita alle 14 del 13 gennaio 2016, dopo esser uscita dalla sua abitazione. Immediatamente i sospetti degli inquirenti caddero su Gabriele De Filippi, che era stato denunciato alla Procura di Torino per una truffa subita dalla donna tra il 2013 e il 2014. Secondo l’accusa il giovane le aveva promesso una vita insieme in Costa Azzurra in cambio di una cospicua somma di denaro: quasi 190 mila euro, in contanti, spariti dal conto corrente dell’insegnante, consegnati a Defilippi per quella finta promessa e poi finiti chissà dove. Dopo un mese, il corpo della dona fu ritrovato in una vasca di scolo a Rivara, nel Torinese. Tre gli indagati per l’omicidio: De Filippi, sua madre e Roberto Obert. Per la Procura di Ivrea, la donna è stata strangolata e poi “sepolta” in tomba di cemento e acqua sporca. Obert, 54 anni, ha raccontato di aver portato con la sua auto la Rosboch e Defilippi in campagna. Lì l’ex studente avrebbe tolto la vita alla professoressa, mentre Obert poi si sarebbe disfatto del corpo. A fine giugno 2016, la confessione di De Filippi: “Sono colpevole e merito l’ergastolo” disse, definendosi “pentito” e ribadendo l’intenzione di voler essere punito. “Ma non da solo” specificò: nel corso dell’interrogatorio, infatti, il 22enne continuò ad accusare Roberto Obert, tentando di scagionare sua madre, Caterina Abbattista, anche lei arrestata in seguito perché accusata di complicità. Oggi il cambio di rotta, forse l’ultimo.