A Perignano, in Toscana, la festa di fine Ramadan la organizza la parrocchia. La festa principale di “īd al-fiṭr” che chiude il mese di digiuno islamico, nella cittadina pisana si fa sotto il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta. Lunedì a partire dalle otto di sera, cristiani cattolici e musulmani, credenti e non, si ritroveranno al centro pastorale “Madre Teresa di Calcutta” per una cena, rigorosamente senza carne di maiale. Un segno di gioia per la fine di un lungo periodo penitenziale che la comunità parrocchiale di Perignano, la cooperativa sociale “Il Cammino” e l’associazione “Bhalobasa” hanno voluto organizzare per condividere con i richiedenti asilo ospiti.

L’idea è di don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza che ha stampato anche un manifesto con la scritta in arabo: “Noi abbiamo settanta persone accolte. Abbiamo dato loro uno spazio perché possano vivere questa festa di fine Ramadan e condividerla anche con noi come segno di attenzione e accoglienza. Sono uomini e donne che arrivano da esperienze di grande sofferenza e miseria, ci sembrava bello dare loro un respiro di spiritualità”.

Il parroco di Perignano da sempre impegnato nella promozione dell’accoglienza e amico della santa di Calcutta che ospitò nella sua chiesa nel 1990, sottolinea il messaggio che vuol dare attraverso questa iniziativa: “E’ bello che organismi religiosi diversi possano uscire fuori dal coro di questo becero razzismo e di questa cattiveria che sta contaminando in modo sbagliato la nostra società. Purtroppo oggi la politica abbassa l’attenzione. Si inseguono gli umori della pancia”. Già lo scorso anno la festa di fine Ramadan venne organizzata dalla parrocchia dando il via ad una tradizione: “La gente si dovrebbe fermare ad ascoltare le storie di questi ragazzi rifugiati che abbiamo accolto qui a Perignano. Durante la serata di lunedì sarà possibile conoscerli, parlare con loro”.

Un’iniziativa priva di contestazioni. Ad oggi nessuno in città ha alzato la voce contro il parroco per questa manifestazione: “Abbiamo una storia di volontariato; un centro religioso che da più di vent’anni tiene insieme persone di religione diversa. Qui in canonica anni fa abbiamo dato spazio persino ad una scuola di formazione islamica. Abbiamo un’altra visione della vita”.

Lunedì saranno proprio i rifugiati a cucinare con le cuoche del centro pastorale. Alla sera il programma, oltre alla cena, prevede l’intervento di Massimo Toschi, consulente del Presidente della Regione Toscana, di Giovanni Forte della Res Valdera e dello stesso don Armando. Una festa che rispetterà le tradizioni degli islamici: “Non ci sarà alcool. Il menù rispetterà la loro cultura. Si può sopravvivere – spiega don Armando – se per una sera in nome dell’amicizia tra i popoli si cambiano abitudini. L’umanità è la cifra minima di apertura”.