Uscita in extremis dal Milleproroghe, rispunta la norma anti-Flixbus, la società tedesca dei pullman low cost. Stavolta come emendamento alla manovrina, approvato sabato dalla commissione Bilancio alla Camera. Via libera anche alla cedolare secca sugli affitti brevi, nota come “tassa Airbnb. E anche chi va in vacanza in case private sarà obbligato a pagare la tassa di soggiorno.

Il contenuto dell’emendamento anti-Flixbus resta identico: sul territorio italiano, recita la proposta di modifica, possono trasportare passeggeri sulle tratte interregionali solo le imprese la cui capogruppo ha il trasporto come attività principale. Il gruppo tedesco è invece, ufficialmente, una piattaforma online, che si appoggia a società locali. Per cui, stando all’emendamento, non ha diritto di offrire tariffe scontate per spostarsi tra le grandi città italiane. Andrea Incondi, managing director di FlixBus Italia, ha commentato dicendo che è “un brutto giorno per chi si era impegnato a difendere la concorrenza” e chiedendo che “il Parlamento non confermi questo nuovo attacco alla libera concorrenza”. Segue richiesta a Matteo Renzi di “interessarsi alla questione e aprire il Pd all’innovazione per non trovarsi ad applicare normative uniche in Europa per conservatorismo, che penalizzano soprattutto i più giovani e le fasce più deboli”.

Passa poi la cedolare secca sugli affitti brevi: anche i gestori di portali online come Airbnb saranno tenuti a operare, in qualità di sostituto di imposta, una ritenuta del 21% “sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto del pagamento” e a versare poi i soldi al fisco. Inoltre anche chi soggiornerà in case private, comprese quelle prenotate via Airbnb, sarà obbligato a pagare la tassa di soggiorno. In deroga al blocco degli aumenti delle tasse locali. I Comuni che ancora non l’hanno istituita (capoluoghi, unioni di comuni o siti turistici e città d’arte) potranno inoltre introdurre la tassa, anche se sono scaduti i limiti temporali per le delibere.

Tra le altre norme che interessano proprietari di casa e consumatori c’è poi il sisma bonus per chi compra casa in un edificio demolito e ricostruito nei comuni delle zone a rischio sismico 1: l’acquirente potrà usufruire della detrazione del 75% sull’importo pagato fino a un massimo di 96mila euro. I beneficiari potranno anche cedere il credito corrispondente alle imprese che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, ma non a istituti di credito e intermediari finanziari.