L’ex direttore Fbi Robert Mueller è stato nominato “procurato speciale” da Donald Trump per sovrintendere le indagini federali sul cosiddetto Russiagate, dalle interferenze di Mosca sulle elezioni presidenziali Usa del 2016 ai possibili legami tra la campagna elettorale del presidente Usa e agenti russi. La decisione è stata annunciata con una nota nelle scorse ore: “Si dimostrerà”, si legge nella nota della Casa Bianca, “che non c’è stata nessuna collusione tra la mia campagna e alcuna entità straniera. Non vedo l’ora che questa vicenda si chiuda velocemente. Nel frattempo non smetterò mai di combattere per la gente e per le questioni che più interessano il futuro del nostro paese”.

Mueller fu nominato direttore dell’Fbi nel 2001 da George W.Bush ed ha ricoperto quell’incarico fino al 2013. La nomina è contenuta in una lettera del viceministro della giustizia Rod Rosenstein, dopo che il ministro della giustizia Jeff Sessions ha ricusato sé stesso facendo un passo indietro da ogni indagine relativa al Russiagate. Mueller viene autorizzato a perseguire ogni reato penale che dovesse emergere dalle indagini. La mossa di Trump viene vista come un tentativo di placare le polemiche proprio sul Russiagate dopo la decisione del presidente americano di licenziare il capo dell’Fbi James Comey.

Intanto aumenta anche la tensione a livello politico. Secondo il senatore indipendente del Maine Angus King, la procedura di impeachment per Donald Trump sarebbe vicina se fossero vere le dichiarazioni dell’ex capo dell’Fbi James Comey. Ieri Comey aveva parlato di un memorandum in cui il presidente gli chiedeva espressamente di sospendere le indagini sul consigliere per la sicurezza nazionale Mike Flynn, indagato per i suoi rapporti con la Russia. Intervistando il senatore, il reporter della ‘Cnn’ Wolf Blitzer ha chiesto: “Se queste affermazioni sono vere, ci avviciniamo alla procedura di impeachment?”. “Mio malgrado devo dire di sì”, ha risposto King, “semplicemente perché l’ostruzione alla giustizia è un reato molto grave”. Il senatore si è aggiunto così ai numerosi legislatori democratici che hanno già ventilato la possibilità di avviare la procedura di messa in stato di accusa nel caso in cui le dichiarazioni di Comey fossero confermate e giudicate veritiere. Mentre i democratici chiedono a gran voce nuove audizioni sul caso e un’inchiesta indipendente, molti repubblicani aspettano però “di saperne di più” per prendere posizione, sottolinea il reporter della ‘Cnn’ Stephen Collinson. Che nel suo articolo si chiede: “Di chi si fiderà l’America?”.