“Quell’equipaggio che avrebbe potuto salvarsi ha scelto di stare insieme ai passeggeri, per questo per me sono degli eroi“. Queste le parole del senatore Silvio Lai, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta che da sedici mesi sta cercando di far luce sulle cause del disastro del Moby Prince, pronunciate nella sala del consiglio comunale di Livorno in occasione del 26esimo anniversario. Un comportamento “eroico”, dunque, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, mai arrivati quella notte tra il 10 e l’11 aprile 1991. Anzi, come hanno spiegato alcuni testimoni in una videoinchiesta del fattoquotidiano.it, nessuno cercò il traghetto in fiamme nonostante si sapesse del suo coinvolgimento nel disastro molto prima del suo ritrovamento.

Lai poi si rivolge ai familiari delle vittime:”Non c’è niente che possa far paura a questa commissione e che la possa fermare da scrivere quello che sta trovando e quello che troverà. Niente”

Ai microfoni, parlando con i giornalisti, Lai aggiunge: “Quello che emerge dalla audizioni è che ci sono molti fatti che sono accertabili ma che non sono compresi nella sintesi che è stata fatta negli atti processuali. L’idea che sia stata la nebbia o l’errore umano non spiega una miriade di elementi che sono emersi nelle nostre ricerche”. Nei giorni scorsi Lai aveva parlato delle sentenze dei processi degli anni Novanta come di “un puzzle composto senza inserire alcuni elementi fondamentali“.