“Io non sono sfigato, ho raggiunto un livello alto. La sfortuna non può togliermi nulla, se non un risultato nella partita. A me la sfiga non determina nulla. Si parla degli episodi, si fa l’articolo, il titolo. Io non posso essere sfigato, professionalmente ho raggiunto questo livello. Gli sfigati siete voi“. Il tecnico della Roma, Luciano Spalletti, ha attaccato i giornalisti della stampa romana nella conferenza della vigilia della partita contro il Sassuolo, rivolgendosi in particolare al cronista della Gazzetta dello Sport Davide Stoppini, reo di aver pubblicato un articolo non gradito al tecnico giallorosso. Così a far perdere il controllo all’allenatore è una domanda sulla “sfortuna”. Dopo la gara col Lione, Spalletti aveva dichiarato: “Sarò io che porto sfiga”, dichiarazione che gli era valsa anche il Tapiro d’oro da parte di Striscia la Notizia e ripresa da Stoppini nel suo articolo. “Io sono allenatore della Roma e gli sfigati siete voi che fate le psicoanalisi a me. Avete chiesto aiuto dell’artiglieria pesante, avete mandato agenti sotto falso nome a vedere che luna ho oggi. A volte invece che articoli sportivi mi sembrano oroscopi, io sono una persona fortunatissima. Ho detto che vedevo ombre e che sono io che porto sfiga. Ma l’ho detto per prendere per il culo voi“.

“La fortuna ha una connessione con il sudore. Fate le psicoanalisi a me tutti i giorni. Vi vedo un tantino in difficoltà. C’è qui l’artiglieria pesante, agenti segreti sotto falso nome. Siete sempre a tentare di vedere che luna ho, ad ascoltare chi vi pare per fare un’analisi a me: mi sembrano oroscopi invece di articoli sportivi. Io sono fortunatissimo”, ha aggiunto il tecnico della Roma. “Io ho detto questa cosa dell’essere sfigato? Ho capito. Sfigato o no, lo determina quello che la sfortuna può toglierti. A me non toglie nulla. Io sono qui, voi quanti siete? Sono a postissimo, vi interessano sempre le ombre, l’umore”.