La corruzione elettorale, anche se modesta, c’era. Era stata perfino messa nero su bianco in un contratto scritto tra Partito Autonomista Trentino Tirolese e gli Schützen (l’associazione che si ispira agli antichi bersaglieri della zona), alcuni mesi prima del rinnovo del consiglio provinciale di Trento, nell’ottobre 2013. Si trattava di un impegno a versare una quota mensile di 500 euro in cambio di un appoggio a suon di voti. E il deputato cinquestelle Riccardo Fraccaro ha insistito affinché la vicenda non venisse liquidata ma sottoposta ad un giudice.

Il processo per il “patto elettorale” di Trento, che ha avuto quale protagonista lo storico ed ex capogruppo del Patt, Lorenzo Baratter (nella foto), si è concluso con due condanne. Baratter, infatti, aveva già ottenuto la “messa in prova” per un centinaio di ore di volontariato in una associazione, l’Anffas, che si occupa di disabili. Cinque mesi e dieci giorni di reclusione, con la sospensione condizionale, è invece la pena inflitta a Paolo Dalprà, capo degli Schützen, e al vice Giuseppe Corona, che avevano scelto il rito abbreviato. Il gup Borrelli ha anche condannato i due imputati a risarcire con 3mila euro la parte civile, ovvero il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che si era opposto all’archiviazione chiesta a suo tempo dalla Procura della Repubblica.

Baratter, consigliere provinciale e regionale, nonché capogruppo del Patt fino allo scorso aprile (quando si è dimesso a causa dell’inchiesta), assieme a Corona (che era un possibile candidato, ma non fu inserito nella lista) e a Dalprà, aveva sottoscritto un documento intitolato “Accordo Elezioni Regionali 27 ottobre 2013”. Vi era scritto, tra l’altro: “Considerata la volontà dei due candidati sotto indicati di farsi carico di rappresentare le istanze della Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale – W.T.S.B. e considerata la volontà della Stessa a dare pieno sostegno ai due candidati, i sottoscritti si impegnano, in caso di elezione, a versare a titolo di contributo volontario alla Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale la quota mensile di 500 euro cadauno”. Per i pm non si trattava di un reato, ma di un accordo “grossolanamente ingenuo”. Il gip aveva ordinato la stesura del capo d’imputazione.

Dopo la sentenza il Movimento Cinquestelle è andato all’attacco, con una dichiarazione di Fraccaro e del consigliere provinciale Filippo Degasperi. “La sentenza è chiara e netta: l’accordo sottoscritto dal consigliere Baratter rientra nell’ambito della corruzione elettorale. La sua richiesta di messa in prova è sul piano politico un’ammissione di colpevolezza, che la sentenza non fa che confermare. Con la condanna di Dalprà e Corona il Patt, partito autonomista alleato del Pd, è stato colto con le mani nel sacco e smascherato: la sentenza di oggi mette in discussione la stessa legittimità del Consiglio provinciale”. Quindi, la richiesta di dimissioni: “La giunta di centrosinistra non può continuare a governare se ci sono le prove che le elezioni sono state inquinate dal voto di scambio: chiediamo le dimissioni immediate non solo del consigliere Baratter, ma dell’intera giunta Rossi”.

Baratter è uno studioso di Andreas Hofer, che nel 1809 diresse l’insurrezione delle milizie tirolesi contro la Baviera. Dopo l’elezione aveva cominciato a pagare. Quando scoppiò il caso politico e giudiziario, interruppe i versamenti. E dichiarò: “L’impegno che ho voluto formalizzare per trasparenza, si colloca nel solco della mia attività a favore dei valori condivisi che mi hanno portato a farmi carico di rappresentare le istanze della tradizione culturale degli Schützen”.