C’è qualcuno che specula sul dolore e sull’improvviso clamore per la morte di un uomo di 30 anni che si è ucciso perché precario e senza lavoro? È questo il sospetto che è venuto dopo la pubblicazione della lettera del friulano Michele che il 31 gennaio si è ucciso lasciando in eredità uno scritto in cui spiegava la fatica di vivere nella ricerca vana di un’occupazione e l’impossibilità di condurre un’esistenza dignitosa. La lettera era stata pubblicata dal Messaggero Veneto di Udine l’8 febbraio, dopo aver ricevuto il testo dai genitori di Michele, Grazia Zuriatti e Roberto Valentini. Subito il disperato addio di Michele è stato ripreso da social, televisioni e giornali. La sua riflessione è diventata un caso, ha suscitato numerose reazioni sul tema del precariato, dei giovani e del mondo del lavoro.

Il giorno successivo, lo stesso quotidiano ha pubblicato un’altra toccante lettera, firmata da Federica che diceva di essere la fidanzata di Michele. Spiegava di averlo lasciato circa tre mesi fa perché non riusciva a condividere con lui quella che lei aveva definito una “ossessione”, che era poi stata la ragione del suicidio. Non aveva risposto ai suoi sms d’amore, ignorando che si trattasse dell’ultimo tentativo di essere ascoltato, amato, forse salvato.

Ma questa seconda lettera  – ripresa da molti giornali, compreso ilfattoquotidiano.it – potrebbe essere un fake, un falso. Il dubbio si è insinuato nella redazione del quotidiano a Udine quando, dopo la pubblicazione, i genitori di Michele hanno escluso che l’identità riportata nella mail di Federica corrispondesse a quella della ex fidanzata del loro figlio. Il direttore Omar Monestier ha quindi deciso, in un primo tempo, di spostare la lettera tra i messaggi di cordoglio e di partecipazione. La firma non era più quella di Federica, indicata come la fidanzata di Michele. Poi la lettera è scomparsa del tutto dagli articoli riguardanti una vicenda che ha creato grande emozione.

Ora il direttore del quotidiano del gruppo Finegil ammette che ci si potrebbe trovare di fronte a un falso. Di pessimo gusto. “La lettera che abbiamo pubblicato attribuendola alla fidanzata – ha dichiarato Monestier a Valigia Blu – potrebbe essere un fake. Non lo sappiamo, perché non abbiamo parlato con lei. Ecco come è andata: ci ha scritto via mail una persona con nome e cognome qualificandosi come fidanzata di Michele, sostenendo di aver avuto il contatto direttamente dalla madre. L’abbiamo pubblicata senza ulteriori verifiche. Ci siamo fidati e abbiamo commesso un errore. Me ne scuso pubblicamente”.